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12/03/2021

Fenice, bando per un manager esposto alla Corte dei conti

Corriere del Veneto - Mo. Zi.

●I sindacati si dividono
VENEZIA La Fenice fa un bando per assumere un direttore amministrativo a tempo indeterminato e con contratto da dirigente d'industria, il sindacato Fials nazionale invia un esposto a quattro ministeri e alla Corte dei Conti per chiedere conto della legittimità. «I dirigenti apicali hanno sempre avuto contratti a termine, spesso ancorati a quelli dei dirigenti d'industria con remunerazioni tre, quattro volte superiori a quelle di categoria - dice il segretario nazionale Fials Enrico Sciarra - Ai dipendenti a tempo indeterminato invece è stato sempre applicato il contratto nazionale delle Fondazioni liriche. Se il governo dice che si può scegliere il contratto a tempo indeterminato, allora dovrebbe valere per tutte le Fondazioni liriche d'Italia. E anche per direttori d'orchestra, del corpo di ballo e primi strumenti, che hanno ruoli apicali. È una questione di equità». Di responsabilità, rintuzza la Fenice. «Il direttore amministrativo ha responsabilità di un budget di 19 milioni di euro e degli affari legali- risponde il sovrintendente Fortunato Ortombina - Se l'obiezione è che per i contratti dei dirigenti si sacrificano le risorse per i dipendenti, si sappia che non vale per Fenice, che è passata da avere quattro funzioni apicali ad una. Il bando è giuridicamente ineccepibile. Però lo abbiamo ritirato perché c'erano state solo tre domande, non tutte con i requisiti richiesti». Che sono di altissimo livello: non bastano due pagine per elencare competenze e capacità richieste. «Lo bandiremo di nuovo - annuncia Ortombina - Voglio che lo standard sia molto alto, che partecipino manager che hanno lavorato per grandi case automobilistiche, musei di rilievo, importanti aziende ospedaliere che trovino conveniente partecipare». La protesta della Fials non è condivisa da tutti i sindacati. Dalla Cgil Slc il segretario generale Marco D'Auria e la segretaria Laura Gavarini fanno presente che i recenti bandi per flautisti, elettricisti, macchinisti, scenografi, violoncellisti emanati dalla Fondazione rispondono ad una battaglia comune: «Salvaguardare la pianta organica del teatro, che 20 anni fa aveva previsto 344 dipendenti in pianta stabile e oggi ne ha 250 - dicono - I ruoli vacanti sono sostenuti da precari, che sono in ginocchio a causa della pandemia: per noi le assunzioni dovrebbero partire da lì. E poi tre ruoli dirigenziali non sono coperti». Insomma, una battaglia comune. «Oggi i dirigenti costano meno della metà puntualizza il sovrintendente - Sono molto contento di questa razionalizzazione che ha permesso di tutelare i posti di lavoro: neanche uno è stato perso durante la pandemia».