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11/02/2020

Felettino, Pessina chiede 50 milioni di danni

QN - La Nazione

di Matteo Marcello LA SPEZIA Il ricorso è stato depositato in tribunale a Genova poco tempo fa, e la cifra è di quelle monstre. Chi si aspettava che la vicenda dell'appalto del nuovo ospedale del Felettino si risolvesse con una 'semplice' revoca del contratto d'appalto da parte di Ire e Asl nei confronti di Pessina, rimarrà deluso. Il colosso milanese delle costruzioni, impegnato in questi mesi nelle operazioni legate al concordato chiesto e ottenuto dal Tribunale di Milano per dare continuità alla propria attività, non ha nessuna intenzione di gettare la spugna senza lottare: ha assoldato un pool di legali e professionisti del settore - l'avvocato Giuseppe Lombardi, e i professor Fabio Cintioli, Marco Arato e Filippo Giuggioli - e ha lanciato l'offensiva, chiedendo un risarcimento danni di cinquanta milioni di euro alla stazione appaltante e alla committente dei lavori: rispettivamente Ire, la società in house di Regione Liguria, e Asl5. All'origine della richiesta depositata alla sezione civile del tribunale genovese, c'è ovviamente la decisione di rescindere il contratto d'appalto per la costruzione del nuovo Felettino, presa dalle istituzioni all'inizio dello scorso novembre. Un contratto che l'azienda guidata dall'amministratore delegato Guido Stefanelli ricorda «appaltato tramite regolare bando pubblico nel 2015. Riteniamo che in tutti gli aspetti delle diverse fasi del cantiere non vi sia stato alcun inadempimento imputabile a Pessina». Per la società milanese, infatti, il cantiere «era regolarmente aperto in attesa della variante. Quest'ultima approvata poi dall'organo provinciale preposto. A seguito di questa approvazione, senza motivazioni veniva rescisso il contratto». Una posizione forte, quella della Pessina, anche nell'analizzare i ritardi che hanno contrassegnato lo sviluppo del cantiere: «I ritardi registrati nella realizzazione dell'opera, viceversa, sono imputabili unicamente alle iniziative o alla inerzia delle amministrazioni appaltanti. La stessa decisione di risolvere il contratto è inammissibile, prima ancora che infondata, sotto diversi profili sia di diritto amministrativo che di diritto civile. La condotta delle amministrazioni appaltanti costituisce, questa sì, un grave inadempimento che legittima Pessina a risolvere il contratto di appalto e ad ottenere il conseguente risarcimento dei danni». Insomma, la battaglia tra l'azienda e gli enti è appena iniziata, e probabilmente non sarà neppure l'unica. Secondo indiscrezioni, infatti, un nuovo conflitto a colpi di carte bollate potrebbe sorgere nel momento in cui le istituzioni decideranno di rimettere a gara la costruzione del nuovo ospedale spezzino. Tutto, ruoterebbe - il condizionale è d'obbligo - attorno al progetto, formalmente realizzato dai tecnici dell'impresa milanese: lo stesso che potrebbe essere rimesso a gara nel prossimo futuro dalle istituzioni, seppur aggiornato secondo le nuove disposizioni di legge. In questo caso la società potrebbe rivendicare la proprietà intellettuale delle progettazioni e impugnare il nuovo bando di gara, con lo scontro legale che, per competenza, si sposterebbe davanti ai giudici del Tar. Certo è che questo contenzioso avrebbe un peso specifico non indifferente: diversamente da quello già depositato al tribunale civile per chiedere il risarcimento dei danni, il ricorso al Tar sulla nuova gara d'appalto potrebbe dilatare i tempi di costruzione del nuovo ospedale, infrastruttura che la giunta regionale ha promesso di costruire entro i prossimi cinque anni. Proprio in occasione della riunione della conferenza dei sindaci di Asl5, il presidente Toti aveva dettato la tempistica. La road map annunciata ai sindaci prevede la revisione tecnica e amministrativa del contratto già sottoscritto con Pessina per poi procedere all'affidamento del progetto entro aprile. Le linee d'azione della Regione sono due. Filse, Ire e Asl5 provvederanno alla riqualificazione del progetto entro i prossimi tre mesi. Nel frattempo la Regione sta lavorando per poter affidare il progetto con una procedura semplificata di leasing immobiliare entro la prossima estate. L'altra ipotesi è procedere con una gara europea, con un allungamento dei tempi e l'affidamento entro l'autunno. Un cronoprogramma che ha diviso i sindaci, con quelli di centrosinistra critici sull'operato regionale, e quelli di centrodestra che invece hanno sostenuto in toto il piano. «Ci aspettavamo un contenzioso, era prevedibile, ma riteniamo che a subire un danno siano stati l'amministrazione regionale e tutti i cittadini spezzini, a causa dei ritardi inaccettabili nella realizzazione dell'ospedale da parte della Pessina Costruzioni. Per questo dovrebbe essere Pessina a risarcire noi, che siamo parte lesa». Così il presidente Giovanni Toti in merito alla notizia della richiesta di risarcimento avanzata dalla ditta Pessina nei confronti della Asl5 e di Ire. Regione Liguria valuterà nelle prossime ore ogni azione utile a tutelare suoi i diritti.