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29/04/2021

Felettino, Grillo in contatto con Cassa Depositi «Assurdo ipotizzare mutuo a carico dell’Asl»

QN - La Nazione

LA SPEZIA Il progetto del nuovo ospedale Felettino all'attenzione della Cassa depositi e prestiti. L'interlocuzione avuta dall'ex senatore Luigi Grillo con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e delega alla programmazione economico Bruno Tabacci ha sortito un primo risultato concreto. L'istituzione pubblica, che rappresenta il braccio finanziario del ministero dell'Economia, esaminerà il dossier. L'idea coltivata da Grillo, ma non solo, è quella che la Cassa possa entrare come socio nella costituenda società di scopo aprendo prospettive finora inesplorate. Un percorso fattibile? Grillo ne è convinto, a patto che il territorio sviluppi una iniziativa unitaria che coinvolga i rappresentanti spezzini nel Governo, i parlamentari, la presidenza della Regione, il presidente della Provincia e il sindaco della Spezia. Il rilancio dell'ex parlamentare e sottosegretario al Bilancio nei governi Amato e Ciampi, coincide con la riproposizione convinta da parte dei gruppi di opposizione e delle associazioni della sanità, dell'esigenza di tener fuori i privati dal nuovo ospedale. Una tesi che secondo Grillo «è legittima, ma frutto di una pregiudiziale tutta politica che si rifà ad una cultura un tempo praticata dalla sinistra». Prova ne sarebbe che in diverse regioni (Lombardia, Veneto, Toscana) in questi anni si sono realizzati ospedali ricorrendo proprio al project financing. Poco convincente, per Grillo, anche la denuncia che i costi sono cresciuti da 175 a 264milioni di euro: «Non si possono confrontare le mele con le pere - osserva -. La cifra ipotizzata nel 2014 serviva solo per la costruzione dell'opera. Ora si è deciso di fare una gara europea con il coinvolgimento dei privati per la costruzione e la gestione dell'ospedale. L'auspicio di tutti dovrebbe essere quello che alla gara partecipi non un solo concorrente». Anche la prospettiva di una privatizzazione strisciante dell'ospedale evocata dall'opposizione sarebbe fuori luogo. «Coloro che continuano a ribadire questa critica - replica l'ex parlamentare - evidentemente ignorano quanto introdotto in maniera organica fin dal 2006 dal Codice degli appalti cioè l'istituto giuridico della concessione dei beni e servizi. Affidare ai privati i servizi ancillari e la manutenzione dell'ospedale nell'ambito della concessione non è una privatizzazione, è servizio incluso nella concessione prevista dal Codice degli appalti. Avviene in tutti i Paesi avanzati del mondo, che si sono dati regole moderne e funzionali. Perfino in Turchia negli anni recenti si sono finanziati la costruzione e la gestione di numerosi complessi ospedalieri con queste tecniche. Per servizi ancillari si intendono, secondo recenti esperienze, la gestione del verde, i parcheggi, i pannelli solari sopra il tetto del parcheggio, la vigilanza, la mensa, la pulizia dei locali, i bar, i supermercati, i negozi, la manutenzione elettrica, energetica, quella strutturale». Molte perplessità anche rispetto alla proposta di contrarre un mutuo a carico dell'Asl in alternativa ai privati per fare le manutenzioni: «Di quanto dovrebbe essere il mutuo per una manutenzione che oggi non si sa quanto verrà a costare nel corso dei prossimi 25 anni?» Legittima al contrario, la richiesta che nella cabina di regia preposta alla gestione del progetto Felettino «ci debbano essere anche gli spezzini, non solo i genovesi». La premessa di questo argomentare è che dal 1948 al 2002, è vero che il 100% delle opere pubbliche realizzate in Italia si sono fatte con risorse pubbliche. Ma il quadro normativo è profondamente cambiato anche per recuperare il gap infrastrutturale dell'Italia rispetto ai paesi europei. Compresa l'introduzione, all'interno della legge 166/2002 con un emendamento a firma dello stesso Grillo, del project financing». Franco Antola