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24/09/2021

Fava: «La trasparenza è sostanza politica»

La Sicilia

LA MANCATA ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULL ' OBBLIGO DI PUBBLICITÀ
l presidente della Commissione antimafia dopo l ' allarme del deputato regionale Pullara: «Troppe norme sono il frutto di un compromesso al ribasso»
GIUSEPPE BIANCA PALERMO. " Nostra signora della trasparenza " . Spesso invocata, fre quentemente cercata e molte volte dimenticata. Tra un adempimento e un ' interpretazione, nel rimbalzo di ciò che non va e di quello che potrebbe andare meglio. Molto meglio. Dopo la lettera inviata dal presidente della Commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio e l ' attuazione del le leggi, il deputato regionale licatese ex autonomista e adesso leghista Carmelo Pullara al presidente dell ' Ars, Gianfranco Micci chè, e a quello dell ' Antimafia re gionale, Claudio Fava, il tema passa anche dall ' agibilità e dalla strut tura di una norma. Quanto cioè è performante rispetto agli obiettivi che si pone e quanto invece può stentare. Presidente Fava gli argomenti posti dal presidente della Commissione per il monitoraggio dello stato di attuazione delle leggi Carmelo Pullara impongono alcune riflessioni specifiche. In che cosa la cornice generale nella macchina delle leggi va migliorata? «Non mi pare ci si trovi davanti a un problema di cornice delle leggi, ma a un tema tutto politico. Riguarda il rapporto tra Parlamento e Assemblea regionale. Troppo spesso questo governo, privo di una reale maggioranza, ha subito i ritardi, le meline, le frenate dell ' Aula e ha risposto omettendo di dare applicazione alle disposizioni di legge. Se la maggioranza non risolverà il proprio corto circuito interno la situazione è destinata solo a peggiorare». Partendo dall ' esempio citato dal presidente Pullara sui rifiuti, gli obblighi di pubblicità a trasparenza sono un inciso tra problemi più consistenti o è una questione che merita approfondimento? «La trasparenza non è una formalità: è sostanza politica. Certo magari non è il più urgente fra i molti problemi che il ciclo dei rifiuti ha registrato, ma è un segnale da non sottostimare». Semplificazione e sburocratizzazione. Fino a che punto oggi la produzione legislativa in Sicilia è riuscita a intervenire nelle riforme fatte e quanto rimane da fare? «Quali riforme? Tutti gli interventi promessi in campagna elettorale dal presidente Musumeci sono al palo: Iacp, Esa, dirigenza regionale. Nulla è stato realmente fatto e non sono ottimista per i prossimi mesi». Senza allontanarci dal baricentro della discussione, ma non è che a volte la legge che esce dall ' Aula ri sente di un eccesso di compromesso della politica? «In questi anni abbiamo visto il governo più volte sotto scacco della sua stessa maggioranza. La mancanza di una guida politica autorevole ha fatto sì che su ogni provvedimento di legge, soprattutto quelli di natura finanziaria, si scatenasse un vero e proprio mercato che Musumeci ha dovuto e voluto subire, scegliendo non di governare, ma di tirare a campare. Mi pare sia questa la cifra di questa legislatura». Nelle ultime due legislature il numero delle leggi impugnate dallo Stato nei confronti della Sicilia non accenna a diminuire: qual è la sua opinione su questo dato di fatto? «È il frutto di quello che dicevo prima. I compromessi per raccattare i voti necessari a far passare un provvedimento finiscono per stravolgerne il senso e anche i lavori parlamentari che lo hanno preceduto. Senza contare che spesso il tutto viene appesantito, inserendo norme che per accontentare un paio di deputati, finiscono per inficiare l ' intero processo legislativo. Il governo Crocetta e l ' attuale hanno in comune l ' essere perennemente ostaggio di deputati e di un ' aula parlamentare con la quale l ' unico dialogo che riescono a tenere è quello dello scambio e del compromesso. Spesso al ribasso». l