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05/01/2020

Fatture gonfiate per 10 milioni: truffati ospedali e ambulatori

Il Messaggero - Giuseppe Scarpa

L'INCHIESTA
Presentati alla Asl Roma 2 conti falsificati per lavori di manutenzione e forniture Il pm chiede il processo per un dirigente dell'azienda e per i manager della Siram Spa PER L'ACCUSA IL FUNZIONARIO PUBBLICO CHIUDEVA GLI OCCHI SULLE CARENZE DELLE STRUTTURE L'AZIENDA PRIVATA OTTIENE L'APPALTO NEL 2008, RINNOVATO FINO AL 2016 PER SANT'EUGENIO, CTO E PERTINI
Fatture gonfiate, contabilità artefatta e falsi certificati di verifica di conformità con l'obiettivo di far incassare somme non dovute ad un'azienda privata. Un progetto andato a segno perché la Regione Lazio ha versato 10 milioni di euro alla Siram Spa. Gli autori dell'imbroglio, per la procura, sono un dirigente pubblico dell'Azienda sanitaria locale e un manager della Siram Spa, che si era aggiudicata l'appalto dal 2008 fino al 2016 per la manutenzione degli impianti di climatizzazione, elettrici e di illuminazione degli ospedali Sandro Pertini, Sant'Eugenio e Cto. Lo ritiene la procura, il pubblico ministero Carlo Villani, che nei giorni scorsi ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa e falso ideologico nei confronti di Vittorio Camponeschi, (ex) dirigente Asl Roma 2, e Roberto Di Fabio, della Siram Spa. Assieme avrebbero architettato il sistema per garantire il pagamento dei 10 milioni di euro. LA TRUFFA Camponeschi avrebbe nascosto, con certificati di conformità taroccati, la carente manutenzione degli impianti energetici. Gli inquirenti puntano il dito contro Camponeschi e ritengono che quest'ultimo abbia modificato le relazioni in combutta proprio con Di Fabio, il contract manager della Siram Spa. Una presunta truffa che è già costata a Camponeschi il posto di lavoro all'Asl, al termine del procedimento disciplinare è stato infatti licenziato. Tra gli indagati figura, inoltre, un altro manager della Siram Spa, si tratta di Crescenzio De Stasio. Secondo il pubblico ministero Carlo Villani, De Stasio e Di Fabio avrebbero attestato attività di manutenzione mai eseguite negli ospedali per ottenere, questa volta il pagamento di dodici milioni di euro. Avrebbero cercato di realizzare un secondo colpaccio. L'APPALTO In questo caso l'operazione è fallita perché in seguito a una verifica interna sono emersi i controlli insufficienti dei sistemi energetici nelle strutture ospedaliere. Nel 2008 la Siram vince l'appalto per la fornitura e la gestione dei vettori energetici negli ospedali di competenza dell'Asl Rm C, inglobata successivamente nell'Asl Roma 2. Siram dovrà installare nei nosocomi, tra le varie cose, l'impianto fotovoltaico, le illuminazioni a led nei presidi ospedalieri, il termoregolatore, l'elettro pompe. Una volta eseguiti i lavori la società ha l'obbligo di garantirne l'efficienza, li deve manutenere. Ed è qui che entra in scena, per la procura, Vittorio Camponeschi con il ruolo di supervisore dell'appalto. Tuttavia durante lo svolgimento della sua mansione, secondo la guardia di finanza, il dirigente si mette d'accordo con Di Fabio, dirigente della Siram Spa, per manipolare i verbali con cui si attestano le verifiche previsti dal capitolato sottoscritto nel 2008. I CERTIFICATI In totale sarebbero sei i certificati contraffatti dal 2012 al 2015. "Attività incomplete" secondo gli inquirenti, ma Camponeschi chiude gli occhi sulle carenze e certifica lo svolgimento integrale del lavoro. La documentazione, a firma del supervisore dell'appalto, è poi presentata da Di Fabio insieme alle fatture per ottenere i pagamenti da parte della Regione. In questo modo, nelle casse della Siram Spa, finiscono 10 milioni di euro non dovuti da parte della Regione Lazio. Nell'udienza preliminare si costituiranno parti civili la Regione Lazio e l'azienda sanitaria locale Roma 2 assistita dall'avvocato Tito Lucrezio Millela. © RIPRODUZIONE RISERVATA