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02/05/2020

«Fatturato giù del 30%» Monfalcone alza la voce

Il Piccolo di Trieste - Tiziana Carpinelli

Indagine a campione su 50 attività. «Rischio collasso». Il Pd contro il Comune
Tiziana Carpinelli/ MonfalconeCon questi chiari di luna, l'indagine a campione su 50 esercizi commerciali a Monfalcone che, da un anno all'altro, ha attestato perdite di fatturato del 30%, deve spingere a una riflessione. «Liquidità immediata e sospensione fiscale» il mantra di Marco Gobbo, direttore generale di Confartigianato Gorizia, ieri in municipio all'audizione con il sindaco. Mentre per le imprese edili Maurizio Meletti, presidente di Cna Fvg, ha chiesto una temporanea «cessazione di applicazione del codice degli appalti», per slegare i vincoli burocratici e dare ossigeno a ditte e aziende, ferme per lo stop Covid-19. Ma in ginocchio è anche il settore del fitness, dei centri benessere, delle piscine e palestre, che con Massimiliano Gallet a rappresentare il comparto ha chiesto certezza negli aiuti pubblici: «Tali attività, se lo faranno, partiranno per ultime: serve abbattimento delle tasse e concreto supporto dello Stato per mantenerle in piedi». La drammaticità della situazione è confermata da un'analisi a campione su 50 esercizi attivi nella città del cantiere, ieri diffusa. Rispetto al fatturato del 30 marzo 2019, quello dell'anno in corso, a parità di periodo, ha registrato una perdita del 31% sulle vendite al dettaglio nell'abbigliamento, del 33% in bar e ristoranti e del 12% nell'alimentare. «Una riduzione da prendere in considerazione - così Anna Cisint -, perché legata sia alla redditività dell'impresa sia all'occupazione, e da compensare con un corrispondente taglio fiscale del governo». L'amministrazione si è impegnata ad affiancare la ripresa del terziario, per il suo «ruolo essenziale nell'economia». Con interventi diretti, ma altresì di intermediazione politica. Agli attori convocati (presenti inoltre l'Ascom con Roberto Antonelli e Vivacentro con Alessia Parisi) ha ricapitolato il "piano Marshall" comunale, già oggetto di dibattito in sede di presentazione del previsionale 2020: riduzione delle tasse, rilancio delle opere pubbliche per 1,5 milioni e un fondo speciale di 300 mila euro, per il quale si è convenuta la destinazione, rivolta alle «spese iniziali» da affrontare nella ripartenza, dato che i titolari saranno a corto di liquidi. «Il rinvio delle aperture sta provocando un rischio collasso - sempre il sindaco - con conseguenze pesanti per alcune migliaia di cittadini. Condivido la richiesta dei governatori delle Regioni del nord di un immediato riavvio e maggior autonomia dei territori nella fase». Cisint non ha mancato di bollare come «del tutto evidente» l'«inadeguatezza degli strumenti governativi adottati», mancando «un sostegno finanziario da assegnare direttamente alle imprese» a fronte invece di «poca chiarezza e troppa burocrazia delle norme», nonché «difficoltà di accesso ai crediti bancari». Altro tema, le disposizioni previste anche dopo l'emergenza per il controllo della diffusione del virus: distanziamenti sì, ma pure attrezzature, presidi e igienizzazioni, con relativi esborsi. Sul commercio attacca invece il centrosinistra, con Riccardo Cattarini del direttivo provinciale Pd: «Non basta riaprire, come chiedono giustamente queste persone, bisogna fare un progetto serio e dare a tutti, operatori, lavoratori e clienti, ogni garanzia sanitaria. Se ripartire significa precipitare un'altra volta in un'emergenza incontrollabile, non servirà a nessuno. Poi, se le attività riaprissero, cosa venderebbero? Per acquistare bisogna averne l'interesse e poterselo permettere». «Sindaca - arringa - siamo davvero in questa situazione? Quanti monfalconesi oggi affollerebbero i negozi di abbigliamento e centri estetici?».Per il dem «si sta sbagliando tutto»: prima urge «distribuire denaro, iniziando da chi che ne ha più bisogno», cioè «non riesce neppure a fare la spesa», come «ha fatto il Governo con i bonus alimetnari, disprezzati dalla sindaca, ma usati come in altri Comuni». Poi «un progetto di aiuti concreti, in denaro contante». L'ente «deve fare la sua parte e amministrare, non criticare e cercare divisioni». Il Pd regionale, con aperture a Roma, ha proposto la riapertura anticipata a metà maggio, in «presenza di una situazione sanitaria e di contagi sotto controllo come quella della nostra regione». -© RIPRODUZIONE RISERVATA