scarica l'app
MENU
Chiudi
16/05/2020

Fase 2, Conte accelera “Ora la semplificazione E torneremo a correre”

La Repubblica - Tommaso Ciriaco Claudio Tito

il colloquio
Dopo il varo del decreto Rilancio il premier al lavoro su un nuovo provvedimento per dare forza al governo: "Non possiamo continuare a mettere soldi a pioggia" È chiaro che dobbiamo passare dall'emergenza a interventi strutturali. Renderemo più facili investimenti e opere pubbliche Sono orgoglioso di come abbiamo affrontato la situazione. E io non mollo, qui nessuno si fa da parte Con gli alleati nessun problema
Roma - «Non possiamo continuare a mettere soldi a pioggia e basta».
Ecco la fase due di Giuseppe Conte.
Al telefono, quando già è sera, l'avvocato spiega il rilancio dell'azione di governo che ha in mente. Il primo passo è un decreto "Semplificazione" che, nelle sue intenzioni, punta «a far correre il Paese». Nel frattempo, sarà possibile sfruttare il pacchetto di strumenti messi a disposizione dall'Europa, Mes compreso. Su cui, «vi assicuro, non avremo problemi». Di certo, dice, l'esecutivo andrà avanti: «Io non mollo.
E il governo non è in pericolo».
Il nuovo corso del capo del governo parte da una convinzione politica: i veti interni non lo consumeranno, né la maggioranza imploderà a causa delle polemiche: «Vedrete che con gli alleati non ci saranno problemi. Lo so, in questi giorni tutti i giornali scrivono di liti e scontri, ma vi assicuro che non esistono. Credetemi».
Eppure, servono risposte adeguate al momento. Rispetto a questa sfida, Conte parte da un obiettivo: «Basta soldi a pioggia, come ho detto.
Anche perché a questo punto non avrebbe senso limitarci a spendere tutte le residue risorse che abbiamo». Non troppe, sembra di capire.
«Quindi dobbiamo puntare sulla riforma del sistema Paese. Per me la fase due è questa». Dopo una settimana infernale, il premier capisce insomma che non c'è più tempo da perdere, che i prossimi trenta giorni saranno decisivi. Non può attendere gli eventi, né ha intenzione di farsi logorare. Ha in mente una road map dettagliata, che stravolgerà le priorità della maggioranza.
Uno dei passaggi chiave, neanche a dirlo, è quello del Mes. Non vuole entrare nel dettaglio, l'avvocato. Ma è evidente che prepara una presa di posizione chiara, in tempi rapidi, per chiudere politicamente la partita del fondo Salva Stati. «Il Mes? Sul pacchetto Ue non ci saranno problemi. Poi è evidente che quando arriveranno anche i soldi del recovery fund, allora utilizzeremo anche quelli. Ma non possiamo permetterci il lusso di limitarci ad aspettare quei soldi, dobbiamo anche fare le riforme che servono». Vuole chiudere politicamente il capitolo del fondo europeo per le spese sanitarie entro fine maggio, subito dopo che la Commissione avrà presentato il piano per i recovery bond. Non perché l'Italia intenda accedere subito alla linea di credito del Mes, ma per blindare la maggioranza in senso europeista e stroncare, adesso che ancora la situazione sembra sotto controllo, il dissenso grillino.
I 36 miliardi europei del fondo Salva Stati, d'altra parte, non bastano a spiegare la fase due che ha in mente Conte. C'è una ragione politica profonda, che deriva forse da quanto gli ha spiegato riservatamente Dario Franceschini nelle ultime ore: «Da come gestirai il passaggio sul Mes si capirà se hai la forza di andare avanti». Un altro obiettivo, allora, è quello di non mostrarsi più in balia della guerriglia di gruppetti di ortodossi. Di dare risposte al Paese, che rischia di soffocare. E di tranquillizzare Renzi, che gli chiede un segnale politico per non staccare la spina all'esecutivo. «Il decreto "Rilancio" - dice adesso il premier - contiene una serie di misure che sono necessarie per superare questa fase dell'emergenza. Ma già da oggi ci siamo messi a lavorare al decreto "Semplificazione", che sarà lo strumento per far correre il Paese».
Correre è la parola chiave, per restare in piedi e non crollare. «Abbiamo bisogno di far correre l'economia con tagli alla burocrazia, con l'accelerazione degli investimenti, spendendo sulle infrastrutture. Non a caso, in questo decreto ci sarà proprio un pacchetto di semplificazioni per rendere più facili investimenti e opere pubbliche». E forse, anche se l'avvocato non lo dice, sarà prevista pure la possibilità di rendere almeno temporaneamente meno rigido più semplice - il codice degli appalti.
Ma il progetto del premier, uscito assai ammaccato dalle ultime settimane, non si esaurisce qui. Conte vuole portare a casa il "salvataggio" in Aula del fedelissimo Alfonso Bonafede, su cui ha già ottenuto rassicurazioni informali da Italia Viva. E sempre a Renzi sembra parlare quando spiega che le prossime settimane saranno diverse dalle precedenti, che hanno assorbito ogni energia e lasciato poco spazio alla progettualità: «Sono orgoglioso di come abbiamo affrontato la situazione. L'ultimo decreto l'abbiamo approvato proprio perché consapevoli che si trattava di una fase emergenziale. Adesso dobbiamo passare dall'emergenza a interventi più strutturali».

Le tappe

1

2

l Mes Conte ha di fronte la partita del fondo salva Stati, con le resistenze di una parte dei grillini.
Vuole chiuderla al più presto in Parlamento onafede Altro obiettivo del premier è salvare il ministro della Giustizia dalla sfiducia al Senato il 20 maggio. Renzi ha annunciato che non lo farà cadere per il caso Di Matteo