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30/12/2018

«Faremo causa al Comune» E Benatti va dai carabinieri

QN - Il Resto del Carlino

«UN DANNO enorme, sia economico che di immagine: valuteremo di fare causa al Comune». Hanno poco più di vent'anni i titolari della società Arpalice, meglio conosciuta come Renegade, il marchio con cui da due anni partecipano a bandi del Comune. Dopo eventi di piccolo calibro come la Color Dust e un festival all'aeroporto di Fossoli, all'inizio di dicembre si sono aggiudicati l'organizzazione della festa di Capodanno in piazza Martiri, un bando da 80mila euro su cui hanno puntato dj giovani e rapper. Ma venerdì nel tardo pomeriggio hanno saputo dai social network, e ieri dai giornali, che il loro spettacolo è annullato: secondo il Comune non avrebbero sufficiente esperienza nell'organizzazione di eventi, un requisito che invece avevano dichiarato di possedere in sede di gara. «SIAMO allibiti, ad oggi (ieri, ndr) non abbiamo ancora ricevuto dal Comune la comunicazione con cui revocano l'aggiudicazione - dice Davide Langianno, uno dei due soci di Arpalice (nella foto) - parlano di un requisito mancante, stiamo verificando se questa cosa sia vera o no, anche perchè il 29 dicembre è impossibile reperire certi tipi di documenti causa uffici chiusi». Il Comune, o meglio, l'assessorato alla Cultura che venerdì sera ha diramato una nota in forma autonoma rispetto all'ufficio stampa del sindaco, scarica la colpa su Arpalice spiegando che hanno consegnato i documenti, su cui sono state effettuate verifiche ex lege, «solo il 27 dicembre». Ma la società smentisce. «Il Comune ci ha mandato una mail il 28 dicembre, via Pec, chiedendoci documenti» spiega Matteo Casella di Arpalice. Se la società avesse o no i requisiti per aggiudicarsi l'appalto lo verificherà eventualmente un giudice, se i titolari decideranno di fare rircorso. «Sta di fatto - sottolinea Langianni - che il Comune avrebbe dovuto controllare prima, e non a tre giorni dall'evento, la documentazione necessaria all'aggiudicazione del bando». Che ci fosse qualche dubbio sulla conferma dello spettacolo lo si percepiva dal silenzio del Comune da cui non è mai arrivata comunicazione per pubblicizzare un evento di cui tutte le amministrazioni, di norma, vanno fiere. Un silenzio dovuto anche al fatto che la gara d'appalto per Capodanno è una di quelle finite nell'indagine dei carabinieri su presunte gare truccate dal settore guidato dall'assessore Simone Morelli: la paura sta paralizzando gli uffici, soprattutto il settore 'incriminato' e può aver influito sui minuziosi controlli dei requisiti di gara. MA FINO a pochi giorni fa dal sindaco Bellelli non arrivava alcun tentennamento circa la conferma dello spettacolo e sembrava tutto in regola. Chi, in tempi non sospetti, aveva detto che Arpalice non avrebbe avuto i requisiti è stato il consigliere di centrodestra Roberto Benatti, il quale ieri mattina è stato sentito a lungo dal capitano dei carabinieri di Carpi nella caserma di via Sigonio. «L'essere stato convocato all'indomani della revoca dell'aggiudicazione della festa di Capodanno - si limita a dire Benatti - potrebbe non essere un caso, i carabinieri stanno facendo accertamenti». Silvia Saracino