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18/11/2020

Fantasy o horror Il piano parcheggi che nessuno vedrà

La Repubblica - Marina de Ghantuz Cubbe

Il Campidoglio
Le associazioni lo chiedono da una decina d'anni, ma del Piano urbano parcheggi ancora non c'è traccia. Il Pup dovrebbe essere uno strumento fondamentale per decongestionare il traffico a Roma, invece è diventato oggetto di rilievi dell'Anac ed è bloccato da un garbuglio amministrativo di non facile soluzione. ● a pagina 7 Le associazioni lo chiedono da una decina d'anni, ma del Piano urbano parcheggi ancora non c'è traccia. Il Pup dovrebbe essere fondamentale per decongestionare il traffico a Roma, invece è diventato oggetto di rilievi dell'Anac ed è bloccato da un garbuglio amministrativo di non facile soluzione. «Un film degli orrori», ha commentato il direttore dell'Ufficio Trasporti Alberto Di Lorenzo durante una commissione Mobilità. Anche perché a lavorare al nuovo Piano (l'ultimo è del 2008), sono solo 5 dipendenti del Comune, che devono prima trovare il modo di eliminare proposte dei privati irrealizzabili e vecchie di 20 anni.
«La delibera che doveva chiudere il vecchio Pup promessa tre anni fa dall'allora assessora alla Mobilità Linda Meleo è ancora in alto mare - denuncia Anna Maria Bianchi dell'associazione Carte in regola - e le decine di progetti da cancellare sono ancora lì». Nel Piano, evidenzia l'associazione, sono presenti progetti come quello da 800 posteggi sotto il Quirinale, 600 accanto a Castel Sant'Angelo, 960 in un'area protetta come la Tenuta della Chiavichetta nell'XI municipio oppure in corrispondenza di una villa romana in via Crispi.
Progetti che non sono stati espunti dal vecchio Pup ancora in vigore, ma che «non per questo saranno portati avanti dall'amministrazione», ha rassicurato in commissione Mobilità il presidente Enrico Stefàno. Ciononostante, il motivo per cui il Comune dovrebbe accelerare col nuovo Pup, sta scritto anche in una deliberazione del 2012 dell'Anac: «A distanza di oltre 20 anni vengono realizzati parcheggi sulla base della proposta di un privato presentata in risposta ad un semplice avviso, senza tener conto della profonda evoluzione della normativa sugli appalti». E il pericolo che i privati possano far valere il diritto di costruire parcheggi in luoghi non più idonei. La prima amministrazione che ha chiesto ai privati di farsi avanti è stata quella dell'ex sindaco Franco Carraro la cui seconda giunta fu travolta dalle inchieste per tangenti. Gli strascichi di un sistema fatto di avvisi pubblicati sui giornali si sentono ancora, tanto che Di Lorenzo spiega: «La pulizia va fatta, ma ponendo attenzione a non portarsi dietro code giudiziarie devastanti per il Comune. Mi impegno a elaborare il nuovo Pup entro la fine della consiliatura - spiega il direttore - Ricordo che prima se ne occupava un intero dipartimento, ora solo un ufficio composto da 5 persone, spesso oggetto di minacce di risarcimento danni».
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