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30/10/2018

Fanghi da smaltire Tre appalti deserti Scatta l’emergenza

La Stampa - gianni micaletto

Il problema riguarda quattro depuratori Rivieracqua scrive a sindaci e prefettura
N on c'è pace per Rivieracqua: è diventato un problema anche lo smaltimento dei fanghi prodotti dai depuratori fognari che gestisce. Non sono bastate tre gare d'appalto, tutte andate deserte, per affidare il servizio. E dire che la società aveva invitato numerose ditte specializzate, modificando di volta in volta le condizioni economiche, per cercare di superare l'impasse. Niente da fare. Tanto che al presidente Gian Alberto Mangiante non è rimasto altro che sollevare il caso, proponendo un tavolo di confronto (urgente) fra gli enti interessati. La richiesta è contenuta in una lettera inviata a Prefettura, Regione, Provincia, Comuni di Imperia, Sanremo, Cipressa e Vallecrosia (che hanno affidato gli impianti alla società pubblica), nella quale sottolinea che la situazione è preoccupante, «non superabile con procedure ordinarie». Insomma, scatta l'emergenza.

In pratica, Rivieracqua chiede l'aiuto degli enti interpellati, perché da sola non è in grado di risolvere la questione. Mangiante spiega che la società ha cercato di comprendere le ragioni del fallimento delle gare d'appalto, con un'indagine esplorativa fra aziende del settore. Sono emerse difficoltà oggettive nell'individuare nel Nord e persino all'estero ditte specializzate nel recupero dei fanghi in agricoltura o per il compostaggio. Ciò anche a seguito di una sentenza del Tar lombardo che ha reso più restrittivi i parametri di riferimento. Non solo: è difficile pure trovare discariche in grado di smaltire questo genere di rifiuti, sia per l'intasamento generale dei siti sia per i criteri relativi alla qualità dei fanghi. E quelli prodotti dai depuratori gestiti da Rivieracqua «non risultano compatibili con le autorizzazioni degli impianti interpellati». In attesa di una soluzione, la società si è arrangiata con interventi parziali «a spot», ma adesso anche quelle ditte incaricate non ne vogliono più sapere. Proprio a causa dei parametri di qualità del prodotto da ricevere.

Il presidente informa che si è chiamata fuori anche la Idroedil, nella cui discarica in valle Armea venivano inviati i fanghi del depuratore di Imperia. Ne deriva, nel complesso, una situazione «particolarmente grave» per il funzionamento dei depuratori in questione, legata «al regolare abbattimento dei carichi biologici in ingresso, con conseguente difficoltà a rispettare i limiti dei parametri analitici imposti allo scarico». Da qui l'appello per un confronto. Nell'attesa, il Comune di Sanremo si è attivato (su impulso del sindaco Alberto Biancheri) per contribuire alla ricerca di una soluzione, contattando alcuni siti: «Stiamo aspettando una risposta dal Piemonte, dopo aver trovato porte chiuse in Lombardia», spiegano dall'ufficio ecologia .

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