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02/05/2020

Famiglie in difficoltà Arriva il fondo affitti da 200 mila euro

Eco di Bergamo - diana noris

Ok in Giunta I contributi legati all'emergenza Covid che ha portato alla perdita del lavoro o ha visto ridotto i redditi di almeno il 30%. Bando aperto dal 4 maggio
Un «fondo Covid-19» per le famiglie che non riescono più a pagare l'affitto. Perché l'emergenza sanitaria portata dal coronavirus sta trascinando situazioni di fragilità in dichiarata indigenza. Così la Giunta Gori stanzia 200 mila euro, ricavati unendo i residui non erogati di diversi finanziamenti già dedicati alla morosità incolpevole. Risorse quindi «convertite» per le nuove esigenze portate dalla pandemia. A poter accedere al fondo i «nuclei familiari penalizzati dall'emergenza sanitaria Covid-19 e quindi in grado di dimostrare di aver subito un effettivo danno dall'inizio dell'emergenza, dal 23 febbraio in avanti» prevede il provvedimento varato ieri dalla Giunta.

Il contributo massimo erogabile è di 1.500 euro, cifra che dovrebbe coprire l'ammontare di circa 4 mensilità del canone di affitto sul libero mercato o in modalità convenzionata o calmierata. Esclusi dal fondo gli alloggi popolari (ex Erp, oggi Sap) che hanno risorse specifiche dedicate. Per l'erogazione si procederà, fino ad esaurimento fondi, secondo l'ordine cronologico di presentazione: chi prima presenterà la domanda, prima avrà la possibilità di ricevere il contributo. Ma non saranno gli inquilini a ricevere le risorse: il Comune di Bergamo, tramite l'agenzia Abito Bergamo (gestita da Fondazione Casa Amica), erogherà la cifra stabilita direttamente al proprietario dell'appartamento.

Il bando apre il 4 maggio. «La necessità di dover far fronte all'affitto della propria casa - spiega l'assessore all'Edilizia privata Francesco Valesini - rappresenta per molti, in questo difficile momento, una delle ragioni di maggior preoccupazione, visto quanto incide questa voce nei bilanci famigliari. Abbiamo per questo ritenuto necessario dare un'immediata risposta con l'istituzione di un fondo dedicato, al quale si potrà accedere a partire già da settimana prossima. Abbiamo lavorato molto sulla semplificazione: invece della Pec (posta elettronica certificata, ndr), basta ad esempio una semplice mail di richiesta». I moduli per presentare la domanda dovranno essere scaricati dal sito del Comune di Bergamo (sarà pubblicato un apposito link). Una volta compilate e corredate da documento di identità devono essere scansionate e inviate alla e-mail protocollo@cert.comune.bergamo.it. Sarà, si diceva, l'agenzia Abito Bergamo a fare le opportune verifiche sull'ammissibilità o meno della domanda, a stabilire l'entità del contributo e a chiudere la pratica con l'accoglimento o diniego della domanda (il richiedente riceverà una e-mail).

Ecco, di seguito, chi potrà beneficiare del fondo. La famiglia richiedente deve risiedere da almeno un anno nell'alloggio per il quale chiede il contributo e non deve essere proprietaria di un alloggio in Regione Lombardia. L'Isee deve essere compreso o inferiore ai 26 mila euro (chi non ha Isee, vista la situazione emergenziale, può presentare un'autocertificazione; gli uffici faranno un controllo successivo). Nel bando è ben descritta la «circostanza Covid-19». Per ottenere il contributo «costituisce criterio indispensabile» la perdita del posto di lavoro, decesso o malattia grave di un componente del nucleo familiare che ha portato alla perdita del posto di lavoro o a una riduzione del reddito pari ad almeno il 30%. Il bando è rivolto anche ai lavoratori autonomi o liberi professionisti, ai dipendenti con rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato, di rappresentanza commerciale o di agenzia che dichiarino una riduzione del reddito pari ad almeno il 30% rispetto alla situazione ante-pandemia.