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16/02/2021

Famiglie fragili bagarre in Comune per l’appalto welfare

La Repubblica - Caterina Giusberti

Dopo la protesta dei gestori storici per la logica del massimo ribasso Pd e sinistra preoccupati. L'assessore Barigazzi: "Criteri rispettati"
«Nessuna logica di massimo ribasso». L'assessore al welfare Giuliano Barigazzi replica così ai dubbi sul bando Asp per l'accoglienza di minori e nuclei fragili, sollevati dai consiglieri Francesco Errani, Federica Mazzoni, Amelia Frascaroli e Federico Martelloni. A protestare, nei giorni scorsi, sono state le 25 cooperative sociali che di fatto rappresentano i gestori storici di questi servizi sul territorio (spalleggiate dai vertici di Legacoop e Confcooperative), minacciando di disertare la gara e chiedendo con forza di congelarla. Cosa che Barigazzi non intende proprio fare. «Le risorse stanziate - spiega - sono in aumento. Tramite l'accordo quadro, verrà costituito un elenco dei soggetti che soddisfano i requisiti, presso i quali poi, ogni volta che i servizi sociali richiederanno l'inserimento, potrà essere accolto un minore, una mamma o un papà con i figli minori». I criteri di aggiudicazione scelti da Asp, prosegue l'assessore, «prevedono un punteggio basato per l'80% sulla qualità e per il 20% sull'offerta economica, una scelta che a me pare coerente con il codice degli appalti e col protocollo approvato da Palazzo d'Accursio». Venendo all'oggetto del contendere, ovvero alle tariffe minime giudicate «insostenibili» dai gestori, per Barigazzi «occorre sottolineare che attualmente le rette applicate dalle diverse strutture sono molto variabili ed esistono differenze significative tra importi massimi e minimi. Quindi, io comprendo che un allineamento verso un sistema tariffario più omogeneo possa generare timori». Tuttavia, conclude, «l'obiettivo è programmare i costi, gestire al meglio la spesa pubblica e soprattutto tutelare la qualità dei servizi e la sostenibilità del sistema stesso».
La vicepresidente Elly Schlein, alla quale le coop sociali s'erano appellate anche in virtù del percorso di qualificazione del sistema minori avviato in regione dopo Bibbiano, non entra nel merito: «La Regione non commenta una gara in corso». Per il consigliere Errani, «questo bando resta un pasticcio». E Silvia Salucci e Chiara Ricciardelli del Coordinamento delle comunità mamma-bambino replicano: «Nessuno mette in dubbio la bontà dell'accordo quadro come strumento, ma a mancare finora sono state una co-progettazione profonda e un confronto serio con gli enti locali sul sistema di accoglienza».

Foto: kServizi alla persona Il bando al centro delle polemiche è quello bandito dall'azienda pubblica servizi alla persona per le famiglie fragili