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13/09/2018

False fatture, l’imputato è morto un anno fa «Ma il sequestro sarà ereditato dai familiari»

QN - Il Resto del Carlino

IL CASO A CARMINE CAPPA FU APPLICATA UNA MISURA DI PREVENZIONE PATRIMONIALE
AVREBBE dovuto essere presente in udienza ieri, ma il suo cuore si è fermato alla Vigilia di Natale dell'anno scorso. «Tutta questa vicenda lo aveva turbato molto. Non era un criminale», confessa l'avvocato Enrico Della Capanna. È il caso di Carmine Cappa (nella foto), deceduto a 75 anni il 24 dicembre del 2017, imprenditore edile presidente del Consorzio Cam. A lui la guardia di finanza gli aveva sequestrato 4,4 milioni di euro che avrebbe accumulato nonostante dichiarasse in media 15-20 mila euro di redditi all'anno, con punte da 30mila euro per alcune annualità, nonostante avesse moglie e figlio a carico. L'uomo era stato denunciato anche per evasione fiscale oltre che indagato per reati di natura fiscale. IL PROCESSO va comunque avanti. «Purtroppo la misura di prevenzione patrimoniale si andrà a rivalere sui familiari quando una persona muore», spiega il legale. E ieri era in programma l'esposizione della perizia sul suo stato patrimoniale, ma il giudice ha poi rinviato l'udienza al 26 settembre prossimo. L'avvocato Della Capanna e il collega Gianni Franzoni avevano tirato in ballo i vertici Unieco («Le fatture contestate le avrebbe emesse verso la coop che però è già stata scagionata analizzando le stesse carte della Finanza», dissero per provare l'innocenza di Cappa). Per questo chiamarono a testimoniare i vertici dell'ex colosso cooperativo dell'epoca (il periodo che va dal 2005 al 2010) e i direttori tecnici. La difesa voleva provare che quegli appalti si fossero realmente svolti e che le fatture fossero state emesse per reali lavori. Ma i giudici reputarono inattendibili i testimoni in quanto inquinati in origine per interesse nella vicenda. LE FATTURE fasulle contestate ruotavano tutte intorno a Cappa e all'ex presidente di Unieco, Mauro Casoli. Una maxi indagine portò sott'accusa 43 imputati. Ma per 37 è stata emessa una sentenza di «non luogo a procedere». Tre sono andati in prescrizione (non per Casoli: scatterebbe nel 2021) e uno assolto. d. p. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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