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18/09/2018

Facciate, sale e giardini alla Reggia 13 milioni

Il Mattino

LA CULTURA
Lidia Luberto
Sta per partire un nuovo importante intervento di restauro del complesso vanvitelliano. Domani alle 11 il direttore Felicori e i tecnici della Reggia illustreranno nel dettaglio i lavori, durante una conferenza stampa che si svolgerà nel Teatro di Corte e che si concluderà con la presentazione del «giglio d'artista» ideato dal maestro Mimmo Paladino, una delle costruzioni lignee protagoniste della festività patronale di Nola, dichiarato patrimonio orale e immateriale dell'Unesco.
I lavori di cui si parlerà domani sono quelli del primo lotto di 13 milioni del finanziamento complessivo dei 40 previsti dal Piano stralcio «Cultura e Turismo» - fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Il progetto di restauro e valorizzazione della Reggia, per la verità, risale al 2014 con il piano commissariale che, però, si concretizzò solo nel 2015. La Reggia, aveva comunque già subìto un primo intervento di restauro grazie ad un finanziamento di circa 21 milioni di euro che consentì di rifare parte delle facciate interne ed esterne.
Oggi, l'ulteriore finanziamento darà vita, con questa prima trance, a tre cantieri, il primo, architettonico, relativo alle facciate rimaste da restaurare e al risanamento delle coperture interrotto, quest'ultimo, nel 2003; il secondo, storico-artistico, che riguarderà esclusivamente gli interni con il rivestimento dello scalone, il restauro dell'appartamento nell'ala ottocentesca, in particolare la camera da letto di Francesco II e quella di Gioacchino Murat, il terzo sarà, invece, specifico per il parco e il giardino inglese. Qui, si lavorerà (con un costo complessivo di 2.200.000 di euro) sulla Peschiera grande con il recupero del perimetro della vasca e con la ripavimentazione, mentre verrà ripulito il canale di adduzione della acqua per migliorare l'approvvigionamento idrico, poi si interverrà sul lato destro della rampa della cascata e in particolare sui gradoni e la vegetazione, mentre nel Giardino inglese, verranno restaurate le serre, compresa quella grande, e recuperata la vegetazione dei boschetti.
L'inizio dei lavori di questo primo lotto è previsto per marzo 2019. La gara d'appalto, infatti, si è appena conclusa e le offerte dovranno essere, ora, prese in esame da una commissione nominata da Invitalia (Che è la nostra centrale di committenza e che si è occupata degli aspetti amministrativi, spiega l'architetta Belardelli), quindi, una volta individuate le ditte vincitrici si potranno stipulare i contratti a cura della stazione appaltante che, in questo caso, è appunto, la Reggia.
Ma mentre il primo lotto di 13 milioni è, ormai, operativo, i tecnici del monumento vanvitelliano sono già al lavoro per la realizzazione degli altri due lotti. «Stiamo preparando il secondo, che riguarderà la creazione del Centro congressi, previsto nelle sale che un tempo erano occupate dall'Aeronautica militare nel lato parco dove, per intenderci, adesso è in corso la mostra digitale su Modigliani, e il terzo, quello conclusivo, che sarà di tipo conservativo», spiega Belardelli.
Intanto, sulla Reggia si registra il recente intervento della Cisl di Caserta e della Cisl della Campania che, in un comunicato diffuso ieri, sottolineano di individuare proprio nel monumento vanvitelliano l'elemento fondamentale per lo sviluppo delle attività turistiche, ritenute «uno dei principali fattori utili a migliorarne l'attrattività e la competitività» di un territorio che da anni si dibatte nel tentativo di superare la grave condizione di crisi. In particolare, la Segretaria Generale della Cisl della Campania, Buonavita, e il Segretario generale Cisl Caserta, Letizia, dopo aver riconosciuto al direttore Felicori, «il merito di aver dato un impulso forte e decisivo alle attività della Reggia», pur non negando alcuni «momenti anche di incomprensione e di frizione, però, sempre superati grazie alla comune volontà di considerare comuni gli obiettivi da raggiungere», nel documento, sottolineano esplicitamente, di «considerare preziosi il lavoro svolto, le capacità organizzative, la lungimiranza di visione e la disponibilità al confronto del direttore Felicori ritenendolo un interlocutore importante per lo sviluppo del territorio casertano e campano».
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