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09/06/2020

Extra costi senza gare ora il Ministero vuole chiarimenti dalla società Bbt Se

Corriere del Trentino

Incarichi contestati
In Alto Adige Il consiglio dei ministri ha impugnato la legge sugli appalti della Provincia di Bolzano
BOLZANO Se Autobrennero ha avviato un audit interno sull'operato di Konrad Bergmeister (direttore tecnico di A22 fino al 2006), la Bbt Se sembra essere rimasta immobile. Anzi , anche dopo l'uscita di scena di Bergmeister, la società italoaustriaca ha affidato alla Strabag, senza gara, ulteriori lavori sul lotto Tulfes- Pfons i cui costi sono letteralmente raddoppiati da 370 a 700 milioni di euro. Partiva proprio da qui la richiesta di chiarimenti dell'ex amministratore italiano Raffaele Zurlo che, in più di un'occasione aveva denunciato al consiglio di sorveglianza la condotta del suo omologo austriaco Bergmeister che, oltre ad amministrare la Bbt, lavorava per imprese direttamente coinvolte in lavori del tunnel del Brennero. Finora il consiglio di sorveglianza guidato da Lamberto Cardia e Herbert Kasser non sembra aver mosso un dito, eccezion fatta per la decisione di rimuovere entrambi gli amministratori nominando al loro posto Gilberto Cardola e Martin Gradnitzer. Tuttavia da qualche settimana il Ministero delle Infrastrutture ha iniziato a chiedere chiarimenti a Bbt, specialmente dopo in Austria ha cominciato a circolare la voce - peraltro ufficializzata dalla Corte dei conti di Vienna secondo cui l'opera sarà ultimata nel 2030 e non nel 2028 - di un allungamento dei tempi. Sul lato austriaco infatti i cantieri sono decisamente più in ritardo rispetto al lato italiano. Ma non solo solamente i tempi a preoccupare il Mit ma anche l'esplosione di costi che si registra dall'altro lato della frontiera. Per il lotto di Tulfes ma non solo. Secondo l'Austria infatti il costo dell'opera sarà di 9,5 milioni mentre l'Italia ne ha previsti 8,3. E il governo, specialmente in un momento di crisi, non ha alcun intenzione di sborsare oltre 500 milioni in più del previsto perché sul lato austriaco tempi e costi sono lievitati. Sono state proprio le segnalazioni di Zurlo che, unite all'esposto del consigliere regionale Filippo Degasperi, che è partita l'indagine coordinata dai pm Davide Ognibene e Carmine Russo ipotizzando reati di turba libertà degli incanti, truffa peculato e rivelazione di segreto d'ufficio. Nel mirino della guardia di Finanza sono finiti gli appalti assegnati alla società Emaprice dalla Bbt ma anche dalle Province di Bolzano e di Trento. Oltre a Bergmeister gli indagati sono sette: insieme ai vertici della società Emaprice c'è anche il dirigente della Provincia di Bolzano, Valentino Pagani. E proprio nel momento in cui in Alto Adige esplode l'inchiesta sugli appalti alla società Emaprice, da Roma arriva una nuova tegola. Il governo infatti ha deciso di impugnare la legge provinciale, approvata lo scorso 16 aprile. In particolare tutti gli articoli che disciplinano la concessione degli appalti pubblici. Il governatore Arno Kompatscher però non si fa intimorire e annuncia che la Provincia ha intenzione di resistere in giudizio. «Si tratta di norme che anche lo Stato si prepara ad adottare. Quindi siamo pronti ad andare in giudizio» mette in chiaro il Landeshauptmann specificando che l'obiettivo non è avere più discrezionalità ma venire incontro alle aziende e facilitare il lavoro della pubblica amministrazione in un momento di emergenza. L'Alto Adige si è sempre vantato di avere una norma sugli appalti pensata appositamente per tutelare le imprese locali. Tuttavia, secondo il governo, l'ultima riforma va troppo in là. Da qui la decisione di impugnare la legge 3/2020 perché «eccede le competenze statutarie in violazione dei vincoli posti al legislatore provinciale nonché invasivi della competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza» . Marco Angelucci

Foto: La visita La ministra alle infrastrutture Paola De Micheli in Alto Adige