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25/10/2018

Ex Riuniti, chiesa venduta agli islamici Sarà una moschea, scoppia il caso politico

Eco di Bergamo - Benedetta Ravizza

L'asta L'Associazione musulmani di Bergamo si è aggiudicata la cappella dall'Asst Papa Giovanni XXIII Superata per 9 mila euro la comunità ortodossa romena che la usava dal 2015. Gori: «Una bella nemesi»
La chiesa degli ex Ospedali Riuniti è stata venduta all'Associazione musulmani di Bergamo. L'associazione (a cui fanno riferimento circa 3 mila musulmani della Bergamasca e che attualmente si ritrova nella sala civica di via Rosa, a Boccaleone) si è aggiudicata l'asta indetta dall'Asst Papa Giovanni XXIII con un rialzo dell'8% sulla base di 418.700 euro (per circa 453 mila euro). Superando per soli 9 mila euro l'offerta della comunità ortodossa romena (ferma a un +6%), che aveva in uso la cappella dal 20 agosto 2015. Indietro, invece, un gruppo del settore alberghiero che ha rilanciato dell'1%. La gara era basata sul «chi offre di più», ora ci saranno 90 giorni di tempo per verificare i requisiti di legge previsti dal Codice degli appalti.

Un risultato che ha spiazzato tutti e che ha dato il «la» allo scontro politico. Non solo in vista della campagna elettorale per le Comunali 2019 (dove il tema moschea è caldo), ma con una risonanza mediatica che ha travalicato i confini locali. L'offerta dell'Associazione musulmana si è infatti così messa al riparo dalla cosiddetta legge regionale (di matrice leghista) «antimoschee», che fissa dei paletti amministrativi e urbanistici per l'apertura di nuovi luoghi di culto: l'edificio, già indicato come «servizio religioso» nel Piano di governo del territorio del Comune, non ha bisogno di un cambio di destinazione d'uso.

«Verificheremo la legittimità delle offerte presentate - precisa l'assessore regionale Claudia Terzi -. Non ci si aspettava la partecipazione di altri, pensavamo che la comunità ortodossa fosse l'unica interessata, in continuità con un'attività finora positiva e compatibile con l'Accademia della Guardia di Finanza». In largo Barozzi, infatti, è in corso il cantiere per il nuovo quartier generale delle Fiamme Gialle: Infrastrutture Lombarde ha gestito le prime due aste del complesso degli ex Riuniti; la chiesa, invece, fa parte di un pacchetto di alienazioni di immobili da 6 milioni di euro in capo direttamente all'Asst Papa Giovanni XXIII (che comunque è un ente regionale).

Le comunità

Intanto l'esito della gara ha sortito effetti diversi nelle comunità coinvolte. «Stiamo vivendo una catastrofe - ammette padre Gheorghe Velescu, responsabile della Diocesi ortodossa romena che solo in città conta 2.400 fedeli -, il nostro contratto è in essere fino al 30 giugno, nel frattempo dovremo trovare una soluzione: anche perché abbiamo una sessantina di icone da spostare, 40 delle quali di dimensioni notevoli, anche di un metro per 70 di grandezza. Senza contare che in questi anni abbiamo investito almeno 100 mila euro per sistemare i locali e gli allacciamenti, soldi che nessuno ci restituirà più». Difficile anche accettare la proposta dell'Associazione musulmani di Bergamo. «Manterremo il luogo di culto. Per noi non c'è problema a dare ai nostri fratelli cristiani questi spazi quando ne faranno richiesta per le loro funzioni, certo in momenti diversi dai nostri», spiega Imad El Joulani, presidente del Consiglio dell'Associazione (guidata da Idir Ouchickh e frutto della diaspora di via Cenisio). «Abbiamo bisogno di locali adeguati per le nostre famiglie e i nostri bambini, questo era la nostra chiesa, dei fratelli non si comportano così», replica padre Gheorghe. Anche perché l'Associazione dei musulmani è pronta a intervenire sulla struttura. «Dovremo far fare delle valutazioni a dei professionisti - aggiunge El Joulani - ma sicuramente qualcosa da ristrutturare c'è».

Il sindaco Gori: «Bella nemesi»

Il sindaco Giorgio Gori: «Fa sorridere che la Regione, dopo aver in tutti i modi ostacolato i musulmani a esercitare il diritto a professare il loro culto, sia stata proprio quella che attraverso un bando di un'azienda regionale abbia affidato alla comunità musulmana il luogo che cercava da tempo. Una bella nemesi. Noi adesso lavoreremo con il quartiere, perchè non vi siano problemi di convivenza. Del resto la chiesa si trova proprio nel mezzo della Accademia della Guardia di Finanza, il luogo più sicuro e controllato della città. Chi ha vinto il bando ha firmato anche il patto per l'integrazione voluto dal ministro Minniti. Infine, lavoreremo anche con la diocesi per trovare una soluzione per i cristiani ortodossi romeni, rimasti senza luogo di culto ma che hanno gli stessi diritti di pregare di tutti gli altri».

Le reazioni politiche

Pronto lo stato maggiore della Lega. «Andremo a verificare gli atti della gara per capire se sono stati imposti dei vincoli storici e se ci siano gli estremi per annullarla», intervengono i deputati Daniele Belotti e Alberto Ribolla (capogruppo a Palafrizzoni), con il consigliere comunale Luisa Pecce, il segretario cittadino Serena Fassi e il consigliere regionale Alex Galizzi. I leghisti scriveranno alla Soprintendenza («La chiesa dei Frati minori cappuccini è dichiarata di interesse storico-artistico, vanno quindi conservate tutte le decorazioni, gli affreschi e i simboli religiosi, tra cui il grande crocefisso nell'abside e la figura di San Francesco»), sollevando anche i dubbi «sui requisiti di integrità morale dei partecipanti». Il riferimento è al coinvolgimento di El Joulani nel processo per truffa e falso legato ai fondi del Qatar per la moschea di Bergamo (dirottati da via Baioni a via San Fermo). Ma per il centrosinistra sono contromosse tardive. «Un vero e proprio autogol per la Lega di Salvini», attaccano i consiglieri regionali Jacopo Scandella e Niccolò Carretta. «Fa specie che la Regione che più di tutte ha messo i bastoni tra le ruote alla religione islamica si trovi ad aggiudicare una chiesa proprio a un'associazione musulmana. Con questa mossa la Lega ha tolto il tema moschea dalla campagna elettorale, possono mettere via i manifesti che avevano già pronti: alla fine la moschea l'hanno fatta loro», rincara la dose l'assessore Giacomo Angeloni (che si è scatenato anche in una serie di vignette a tema su Facebook, ricambiando quelle che a suo tempo Belotti gli aveva dedicato). Il delegato dell'amministrazione Gori ai rapporti con i rappresentanti delle comunità islamiche annuncia che «il Comune farà sedere presto allo stesso tavolo quartiere e associazione islamica, che ha firmato il Patto per l'islam con degli impegni ben precisi, perché ci sia un dialogo costante tra le due comunità. In questi due anni a Boccaleone non c'è mai stato un problema. Incontreremo anche padre Gheorghe e monsignor Patrizio Rota Scalabrini, direttore dell'Ufficio per il dialogo interreligioso della diocesi, per trovare una soluzione anche per la comunità ortodossa». Alla Lega, però, arriva anche il «fuoco amico». Il coordinatore provinciale (e consigliere regionale) di Forza Italia Paolo Franco si chiede: «Era proprio necessario alienare un luogo di culto che per tanti anni ha accolto preghiere e preoccupazioni di moltissimi bergamaschi? La Regione valuterà il possibile annullamento d'ufficio in autotutela». Mentre Dario Violi, consigliere regionale dei 5 Stelle (alleati col Carroccio a Roma, all'opposizione a Milano) non risparmia le critiche: «Alla Lega, che ogni giorno fa campagna elettorale contro l'Islam, quando c'è da fare cassa vanno bene anche le moschee. La loro legge incostituzionale sui luoghi di culto e la loro propaganda sull'Islam sono assolutamente ridicole e inutili».

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