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25/06/2020

Ex Lando, caos sul Consiglio Interviene il prefetto

Corriere del Veneto - mo. zi.

A Noale
Il prefetto Vittorio Zappalorto chiede chiarimenti sulla mancata convocazione e la maggioranza concede il consiglio comunale straordinario sull'area Lando. Ultimamente, le sedute assembleari hanno un percorso accidentato, nella città della Rocca. Ieri sera, ad esempio, si è tenuto un consiglio sulla vicenda dell'appalto del riscaldamento a scuole ed edifici comunali che per sei anni è andato avanti a suon di proroghe, senza mai una gara, tanto a lungo che l'allora presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone firmò una delibera per stigmatizzare. La seduta si è tenuta a porte chiuse per tutelare il dipendente responsabile del procedimento; e a porte chiuse si è svolto pure il dibattito sul ruolo del sindaco: un docu-mento firmato dal segretario generale e saltato fuori dai cassetti solo di recente, sostiene che Patrizia Andreotti era a conoscenza del problema dal 2016. Quella dell'area ex Lando è un'altra partita. Sulla quale è intervenuto ieri mattina il prefetto Zappalorto con una lettera che chiede al sindaco e al presidente dell'assemblea Riccardo Canil di «fornire notizie urgenti» sul perché non fosse stato indetto un consiglio straordinario, nonostante a inizio giugno lo avessero chiesto sei consiglieri di opposizione (Pd, Lega, Forza Italia-Noalesi al Centro) su 16 e, secondo Statuto e Regolamento, dovrebbe essere concesso quando è sollecitato da un quinto dell'assemblea. Canil ha quindi comunicato ai capigruppo via Whatsapp che la seduta sull'area ex Lando sarà convocata. «Per noi non ci sono mai stati dubbi che fosse legittimo - scuote la testa il capogruppo Pd Fabrizio Stevanato - E invece il sindaco ha costretto il Prefetto ad intervenire. Si è perso del tempo col solo fine di fare ostruzionismo». La vicenda: sull'area, la giunta Celeghin aveva previsto che passasse una strada di interesse pubblico e che il progetto avesse l'iter di un piano urbanistico attuativo, con istruttoria pubblica. La proprietà, invece, a fine 2018 ha presentato un progetto col Piano casa regionale (senza istruttoria pubblica), senza strada e con quattro edifici alti 14 metri, nonostante una legge nazionale dei Beni culturali in vigore dal 1970 limiti le altezze, affinché i palazzi non oscurino la skyline degli edifici medioevali. ( ) © RIPRODUZIONE RISERVATA