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12/05/2020

Ex Falck, i treni sono già in ritardo

QN - Il Giorno

SESTO SAN GIOVANNI di Laura Lana La stazione a ponte - e la Città della Salute e della Ricerca - slitta di un altro anno e mezzo per ritardi nella consegna dell'area di cantiere. È quanto è emerso dalle ultime riunioni che il settore Urbanistica del Comune ha tenuto con i rappresentanti di Milanosesto e di Rfi Infrastrutture, proprio per verificare le procedure di gara e programmare i tempi di cantiere alla luce dell'avvenuta sottoscrizione del contratto di appalto tra gli Irccs Istituto dei Tumori e Neurologico Besta e il consorzio Cisar-Condotte per la realizzazione del maxipolo sanitario. Già la scorsa estate la proprietà delle aree Falck avrebbe dovuto bandire la gara per la realizzazione della nuova stazione, disegnata da Renzo Piano. Una procedura rimandata poi a questo gennaio, dopo mesi per valutare nuove soluzioni, e stoppata ancora una volta. Per ora si sa solo che si ritorna indietro anche sulla soluzione risparmia-tempo che era stata trovata: Milanosesto non andrà più in deroga al codice degli appalti, realizzando direttamente l'opera di interesse pubblico, ma si ritorna al bando per trovare chi la realizzerà. «Questo per due ordini di ragioni. Il primo è prettamente pratico. Rfi, durante gli incontri, ha comunicato che materialmente sarà in grado di consegnare l'area di cantiere della stazione non prima di maggio 2021 - rivela l'assessore all'Urbanistica Antonio Lamiranda -. Questo perché deve ancora procedere al completamento della sottocabina di manovra treni, di cui è stato completato lo scheletro, e alla dismissione di tutto l'impianto antigelo degli scambi». C'è poi un'altra questione, che Lamiranda definisce di «opportunità». «L'opera è talmente importante e strategica che si è preferito rinunciare alla procedura semplificata per non avere problemi successivamente: pensiamo a eventuali ricorsi sulla procedura o alla verifica sull'effettiva assenza di oneri a carico dell'ente visto che la realizzazione della stazione è un obbligo dell'ente verso Regione». Il progetto esecutivo era stato approvato dal'amministrazione l'anno scorso. Il nodo resta, quindi, quello della procedura di gara. Che dovrà essere europea, secondo i dettami del codice degli appalti. Poi dovrà essere aggiudicata, con tutti i tempi del caso, e infine l'area di cantiere dovrà essere consegnata materialmente al vincitore dell'appalto. «La procedura alternativa avrebbe consentito di abbreviare i tempi di sei mesi - spiega Lamiranda -. Milanosesto bandirà la gara in coordinamento con Rfi». Va da sé che tutto il cronoprogramma complessivo del comparto subirà sostanziali modifiche, perché l'infrastruttura e la Città della Salute e della Ricerca devono andare di pari passo. Intanto, ancora ieri pomeriggio i tecnici del Comune e delle società sono andati avanti con il nuovo masterplan che deve ridisegnare l'intero progetto di riconversione delle ex Falck. Ci sono alcune idee nuove sul riuso degli edifici di archeologia industriale, come l'Omec, il T3 e il T5, ma la strada appare ancora lunga. Si parte dall'Unione 0, il primo tema richiesto dal nuovo player americano Hines come condizione per restare nell'operazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA