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21/01/2021

Ex Emeroteca ancora vuota, bandi deserti Le idee: casa del digitale o uffici pubblici

La Nuova Venezia - Mitia Chiarin

La giunta deve decidere se ritentare la strada dell'affidamento per farne un bar o un ristorante. Il Pd: «Confrontiamoci» spazi pubblici in centro Edificio comunale che nel 1973 si doveva abbattere la storia
Mitia ChiarinChe futuro per l'ex Emeroteca di via Poerio? ll centro civico dal 2014 è chiuso. Due bandi non hanno visto imprenditori privati interessati ad occupare questo spazio fronte piazza Ferretto. Certo si erano interessati anche noti ristoratori, come il titolare delle pizzerie "Pino's". Ma non se ne è fatto nulla. E ora da mesi è scaduto il secondo bando. In città le idee non mancano. L'architetto Plinio Danieli è chiaro: «Per uno spazio come quello la funzione di uffici o spazio pubblico è l'unica sostenibile. E lo stesso vale per l'ex De Amicis di via San Pio X. Assieme potrebbero rappresentare due poli pubblici ai due lati della piazza», spiega. Affittarlo per farne spazio commerciale? «Non si trovano soggetti per l'ex cinema Excelsior. Figuriamoci qui, gli spazi sono ridotti», taglia corto l'architetto. Il commercio non decolla neanche nel chiostro di M9. E servirebbero i grandi marchi. Un uso pubblico lo suggerisce anche l'architetto Luca Battistella tornato alla professione dopo l'esperienza di consigliere delegato per l'innovazione del sindaco Brugnaro. «Cosa ne farei? La casa della digitalizzazione, utilizzando i fondi del Recovery: un grande spazio dove fare formazione al digitale per giovani e anziani ma anche dove lavorare su progetti civici legati alla innovazione. Sarebbe un luogo di produzione di progetti, vicino al museo M9». L'ex assessore al Patrimonio Renato Boraso, che conosce bene la questione,ammette. «Se era difficile prima, visti gli alti costi di ristrutturazione interna previsti dal bando (sul milione di euro), figuriamoci oggi con la crisi causata dalla pandemia che ha messo in ginocchio bar e ristoranti. Occorre fare una valutazione seria in giunta, con il sindaco, sulle opportunità di rilancio di questo spazio», spiega. L'opposizione di centrosinistra, che vorrebbe un Urban center con casa della memoria all'ex De Amicis apre al dibattito: «Il fatto che sia ancora chiusa e inutilizzata a più di un anno di distanza ci dice che probabilmente serve cambiare strada. Non può restare chiusa. A mio parere sarebbe necessario promuovere una sorta di triangolo della cultura, della produzione culturale mestrina ma anche della cultura materiale e dell'artigianato locale che coinvolga l'ex scuola De Amicis, l'ex emeroteca e villa Querini (che torna ad ospitare uffici di assessori, ndr) inserendo nel percorso il Centro Culturale Candiani», dice Emanuele Rosteghin del Pd. «Chiediamo alla giunta di non proporre una soluzione già definita ma di costruire un percorso dove ognuno possa offrire il proprio contributo e le proprie idee».Anche questo spazio è coinvolto dalla ricognizione in corso da parte del nuovo assessore al Patrimonio Paola Mar, alle prese con l'assegnazione di spazi alle associazioni cittadine e che sta evidenziando che a Mestre vi è una antica " fame" di spazi di incontro e di attività.La storia dell'ex Emeroteca impone una riflessione ulteriore: nel settembre 2015 il Comune terminò i lavori interni, costo 400 mila euro, voluti dalla giunta Orsoni per un riutilizzo con un affidamento ai privati. Idea ripresa dalla giunta Brugnaro: il primo bando, a vuoto, vedeva tutto l'edificio offerto in affitto per un bar, sala ristorante e ai piani superiori corsi di gastronomia. Nel 2019 il consiglio comunale ha scelto di assegnare ad un esercizio di ristorazione, somministrazione di alimenti e bevande i 440 metri quadri di piani interrato, terra e ammezzato. Il resto del palazzo, il primo e secondo piano, dovevano essere destinati ad attività culturali, formative e innovative aperte alla collettività. Ma anche il secondo bando è andato a vuoto: in realtà un imprenditore interessato c'era ma poi ha lasciato perdere. Il canone di locazione al Comune era di 68 mila euro l'anno. --© RIPRODUZIONE RISERVATA