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25/05/2021

Ex Centrale del latte, anno zero Una nuova gara per il rilancio

Il Giornale di Vicenza

L'INTERVENTO I lavori all'interno dell'area a San Bortolo sono bloccati ormai dall'agosto dello scorso anno
Dopo la rescissione del contratto con la ditta che aveva vinto il bando il Comune vuole arrivare in fondo «Questo cantiere va concluso»
La notizia negativa è che a San Bortolo tutto è ancora fermo. Quella positiva per il Comune è che il danno potrebbe essere meno grave del previsto; quantomeno a livello economico. La terza e ultima notizia è che per cercare di sbloccare la situazione l'amministrazione comunale si appresta a pubblicare una nuova gara per la riqualificazione dell'ex Centrale del latte con la realizzazione di uno spazio per il quartiere. Un ulteriore bando identico - a livello progettuale - a quello di tre anni fa, ma resosi necessario «in quanto - spiega l'assessore ai lavori pubblici e vicesindaco Matteo Celebron - il costo delle materie prime è decisamente cambiato nell'ultimo periodo. I ribassi che sono stati presentati in occasione della gara, che è stata aggiudicata nel 2018, sono difficilmente sostenibili oggi. Per questo motivo, per concludere il lavoro, dobbiamo partire con un ulteriore appalto». Il contratto È il marzo 2021. Dopo un tira e molla durato oltre un anno l'amministrazione comunale e la ditta Incos (aggiudicataria dei lavori da 1,5 milioni sulla palazzina uffici dell'ex Centrale) decidono di rescindere il contratto. No, non con un comune accordo, ma con un contenzioso che si sta trascinando ancora oggi. «Abbiamo cercato di fare il possibile per trovare l'accordo - le parole di Celebron - e per quanto ci riguarda eravamo ancora in una situazione di quiete, in attesa del parere della Soprintendenza. Tuttavia, poiché l'azienda ha rotto la tregua anticipando la volontà di non proseguire l'intervento, ci troviamo costretti a intervenire con la risoluzione in danno». Il contenzioso È l'inizio della fine. L'amministrazione dà ordine agli uffici di provvedere ad escutere la garanzia fideiussoria definitiva prestata per il privato dalla compagnia assicuratrice Groupama assicurazioni ed emessa in data 13 marzo 2019 riservandosi, all'esito degli accertamenti spettanti la direzione lavori, di escutere anche la garanzia fideiussoria prestata per l'erogazione dell'anticipazione «nella misura in cui risulterà necessario». Si parla di mezzo milione di euro. Dall'altra parte, però, l'azienda presenta a palazzo Trissino una richiesta di risarcimento danni di 1,2 milioni. La questione, in effetti, non è semplice. Perché in mezzo ci sono lavori svolti, ma anche, secondo il Comune, inadempienze, e soprattutto somme anticipate. Con nota del 6 aprile 2021 la direzione lavori trasmette lo stato finale di consistenza dei lavori eseguiti che ammontano a 230 mila euro «rilevando un credito a favore della stazione appaltante di 9.652 euro». Dall'altra parte, come anticipato, Incos deposita l'atto di citazione chiedendo l'inibitoria dell'escussione delle polizze fideiussorie nel frattempo richieste dal Comune. Il tribunale, però, (ed è questa la notizia positiva per palazzo Trissino) in data 17 maggio rigetta il ricorso, trovando non fondate e condivisibili le istanze del ricorrente. Da qui la nuova richiesta presentata dall'amministrazione per escutere la garanzia fideiussoria. La bonifica Finita qui? No. Perché nel mezzo ci sono altri problemi. Primo tra tutti la presenza di un serbatoio interrato per idrocarburi situato «a ridosso del fabbricato nel lato ovest che sta causando interferenze e disagio al cantiere». Secondo gli uffici comunali «risulta necessario procedere alla bonifica e lievo del serbatoio con urgenza, in quanto risulta di ostacolo al cantiere adiacente ed è potenziale sorgente di contaminazione delle matrici ambientali». Il che vuol dire intervenire a proprie spese affidando l'incarico da 5.800 euro a una ditta specializzata. L'operazione andrà in scena nelle prossime settimane. Il cantiere Infine (ma solo per filo del racconto) c'è da sbloccare il cantiere, fermo dall'agosto dello scorso anno. Chiuso il rapporto con la ditta aggiudicataria dell'appalto originale e scartato il tentativo di affidarsi al secondo classificato (per un ribasso che è considerato troppo elevato e non più sostenibile), l'intenzione dell'amministrazione a questo punto è pubblicare una nuova gara, identica alla precedente considerato che il progetto è finanziato da un contributo statale e quindi vincolato, «con l'obiettivo di far ripartire il tutto ben prima della fine dell'anno», indica Celebron: «Questo cantiere va concluso». . © RIPRODUZIONE RISERVATA