scarica l'app
MENU
Chiudi
04/07/2020

Ex amministratori giudiziari dell’ Italgas chiedono 120 milioni di euro

Gazzetta del Sud

La parcella presentata alla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo.I4 professionisti hanno guidato la società per un anno
Furono nominati dal collegio presieduto da Silvana Saguto
PALERMO Un po' meno di Cristiano Ronaldo, Messie Neymar assieme. Un po' di più dei 100 milioni promessi dal governo siciliano alle famigliea titolo di aiuti per il Coronavirus. Centoventi milioni di euroè la richiesta chei quattro ex amministratori giudiziari della società Italgas, all' epoca facente parte del gruppo Snam, hanno presentato alla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, per un solo anno di gestione, compreso tra il 2014e 2015. A nominarli fu il collegio presieduto da Silvana Sagutoe composto da Lorenzo Chiaramontee Fabio Licata, tuttie tre oggi nei guai con la giustiziaa Calt anissett a. La decisione sulla liquidazione spetta ora al nuovo collegio delle misure di prevenzione, presieduto da Raffaele Malizia.I giudici potranno scendere rispetto alle richieste, anche in maniera considerevole. Ma sempre da 120 milioni si parte.I quattro uominid' oro sonol' avvocato palermitano Andrea Aiello, il commercialista milanese Luigi Saporito,l' ingegnere agrigentino Sergio Caramazzae il professore della scuola Sant' Anna di Pisa Marco Frey: chiedono un compenso parametrato sullo 0,5% dei ricavie sul 5% degli utili della azienda con sedea Torino, ma con7 distretti distribuiti in tutta Italia,6 milioni di utenti, 3300 dipendenti, fatturato annuo 1,3 miliardi. La nomina fu fatta dalla sezione misure di prevenzione nel luglio 2014e il compito degli amministratori si esaurì un anno dopo,a luglio 2015. Nel settembre dello stesso anno scoppiò il caso al tribunale di Palermo. Silvana Saguto fu poi radiata dal Csm, quando il processoa Caltanissetta era appena iniziato. Con leiei suoi prossimi congiunti (il padre, il maritoe uno dei figli)e con amministratori giudiziarie coadiutorièa giudizio il giudicea latere Lorenzo Chiaramonte.L' altro giudice, Fabio Licata,è stato condannato di recente in abbreviato, anche in appello,a2 annie4 mesi per falso. Falso che si riferiva in un caso proprioa una sigla che Licata avrebbe messo al posto della Saguto, in quel momento in feriee assente dall' ufficio, sul decreto che sottoponevaad amministrazionegiudiziarial' Italgas.L' azienda venne sottopostaa questa proceduraa causa delle infiltrazioni mafiose provocate dagli appalti assegnati agli imprenditori di Belmonte Mezzagno (Palermo) Cavallotti, sottopostia una misura di prevenzione per mafia in quanto ritenuti vicinia capi di Cosa nostra.I Cavallotti, che pure erano stati assolti nel processo penale, avevano lavori con Italgas in varie zoned' Italia e, per risolvere alla radice il problema, la Sagutoe i suoi colleghi ritennero di dovere sottoporrel' intera azienda prima alla amministrazione da parte dei quattro saggi da loro nominatie poi al controllo giudiziario per tre anni. Questa seconda misura venne però revocata dopo un anno, nel luglio 2016, dalla Corted' Appello, che ne ritenne insussistentii presupposti. Nel frattempo era venuto il fuori il cosiddetto sistema Saguto sugli incarichi riguardantii beni sequestratie confiscati. I 120 milioni adesso chiesti come compenso dagli amministratori sono stati calcolati in maniera meccanica sulla base dei parametri imposti dal DPR 177 del 2015. Il calcoloè stato fatto secondo le tariffe massime, spiegano gli amministratori,ei giudici potrebbero anche stabilire di liquidarei minimi. Ma anche se si scendesse della metà oa un quartoo alla metà di un quarto si parlerebbe sempre di cifre enormi, per un solo anno di gestione.

Foto: Il tribunale di PalermoDecide rà la sezione Misure di prevenzione