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12/06/2021

Eventi, cinema, bistrò e uffici Nuova energia all’ex centrale

Corriere della Sera - Silvia Seminati

Celadina, riapre Daste dopo decenni di abbandono: «Dialogherà con il quartiere»
«Qui, tanti anni fa, si produceva energia termoelettrica per alimentare i telai di un'impresa tessile. Oggi, sempre qui, si produce energia culturale e di coesione sociale». Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori racconta così la trasformazione dell'ex centrale di via Daste e Spalenga, alla Celadina. Uno spazio di 3 mila metri quadrati che torna a vivere, dopo oltre trent'anni di abbandono. «Mi ricordo i primi sopralluoghi nel 2014. Non li facevo mai da solo, questo era un posto di degrado», ricorda l'assessore alla Riqualificazione urbana, Francesco Valesini. Oggi questo spazio si chiama Daste e ospita eventi, il Bistrò, la sala cinematografica «Lo schermo bianco» (gestita da Lab80 e con 138 posti a sedere) e uffici. All'esterno, un anfiteatro, una loggia porticata e una piazza che sabato 12, alle 19, verrà intitolata a Fabrizio De André (ci sarà Dori Ghezzi).

La centrale era stata aperta nel 1927 per fornire energia alle industrie Riuniti e Filati, dove lavoravano più di 600 persone. Negli anni '60, l'industria è stata trasferita e la centrale dismessa. Il Comune l'ha acquisita nel 2003 come standard urbanistico di un intervento privato. In quegli anni c'è stata una parziale sistemazione, che non ha permesso di farla rivivere. A lungo il quartiere ne ha chiesto la sistemazione, preoccupato per il degrado all'interno e anche intorno all'edificio. La svolta è arrivata con il bando Legami Urbani per le periferie: 4 milioni per il recupero dell'immobile, altri 400 mila euro per la sistemazione della piazza. Oltre al bando per i lavori, il Comune ne ha pubblicato uno anche per la gestione. Un tentativo per non lasciare vuoto l'immobile, una volta sistemato. Si sono presentati in cinque, riuniti in un'Associazione temporanea d'impresa (Ati): Lab80 film, Nutopia srl, Cooperativa Impresa Sociale Ruah, Associazione Openarch e l'Unione Professionisti ed Associazioni Culturali (Upac). «Sono stati coraggiosi», dice Gori. Subito dopo l'aggiudicazione della gestione, è entrata nella cordata anche Generazioni FA. Il bando prevede 15 anni di gestione, rinnovabili di altri 15, a fronte di un canone di 101 mila euro per i primi quattro anni e di 131 mila euro per quelli successivi. Nei giorni scorsi, la giunta Gori ha deciso di ridurre del 30% il canone di concessione per 18 mesi. Una mossa che ha sollevato le critiche della Lega. «La decisione - spiega Valesini - è dettata dalla crisi dovuta alla pandemia. I leghisti dicono che avremmo dovuto prevedere lo sconto alla pubblicazione del bando, non in un momento successivo. Ma allora non c'era la pandemia, la riduzione è stata decisa adesso per la situazione in cui ci troviamo».


Un anno fa, il partenariato ha accolto altri soggetti, come Tandem srl che rappresenta l'unione tra Nutopia srl e Tassino Eventi srl, Consorzio Ribes, Servizi CEC srl, Conlabora srl, Cooperativa Sociale Why Not e Encoded Studio. Ora sono tutti impegnati con il trasloco per trasferire le loro attività alla Celadina. «Daste ha tantissime potenzialità», dice Sergio Visinoni di Lab80, che poi elenca alcune iniziative in programma, dal Family Sunday (eventi per famiglie tutte le domeniche) alle Cine-Maratone notturne, con pause al Bistrò. «Per noi è fondamentale il rapporto con il quartiere, abbiamo avviato collaborazioni con la Rete - spiega Visinoni -. Stiamo anche raccogliendo storie sull'ex centrale. Il progetto si chiama "Raccontaci Daste": passano in tanti a spiegarci che qua sono nati oppure hanno lavorato». C'è anche la Tessera Daster: «È un sistema che assomiglia al progetto della banca del tempo - dice Visinoni -. L'idea consiste nel coinvolgere gli abitanti del quartiere nel vivere la centrale, per esempio portando avanti piccoli lavori o iniziative che ci sono a Daste. In cambio, possono usufruire di attività culturali organizzate nell'edificio, dal cinema alle mostre». Lo spazio potrà anche essere usato da gruppi e scuole di musica per esibirsi davanti a un pubblico prima del debutto sul palco. «Ne abbiamo già parlato con il Conservatorio, è molto interessato alla proposta», spiega Visinoni. Tra i progetti da sviluppare, c'è l'idea della Ruah di aprire dopo l'estate a Daste un ambulatorio socio sanitario.


Un anno fa, i soggetti che hanno costituito l'Ati hanno indetto un bando per sviluppare una strategia di comunicazione che definisse l'identità di Daste e lanciasse le attività. Il bando è stato vinto da Studiomeme Digital Branding di Bergamo. Oggi Daste ha anche un sito web ed è sui social. A Carta Design - Graphic Design Studio è stata affidata l'elaborazione grafica del logo, che richiama l'edificio.


«Questo spazio - dice il sindaco Gori - si presta moltissimo pure ad ospitare linguaggi contemporanei e a mescolarli. Il 2023, quando Bergamo sarà con Brescia Capitale della Cultura, avrà bisogno anche di luoghi riconoscibili, questo sarà uno dei luoghi topici dell'anno della cultura». Daste, per l'assessore Valesini, «è il più importante progetto di rigenerazione urbana che la città si regala e per rigenerazione intendo quel processo che favorisce approcci "olistici", cioè integrati tra la trasformazione dello spazio fisico della città e approcci che favoriscano una trasformazione immateriale con progetti sociali, culturali e partecipativi».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

La scheda

Fino
a domenica, Daste ospita
eventi
per l'apertura delle attività:
il programma
è sui social
di Daste
(nella foto sopra, Sergio Visinoni
di Lab80)

~

Questo

sarà uno

dei luoghi topici

del 2023, l'anno

della cultura

~

Questo
è il più importante progetto di rigenerazio-ne urbana che la città si regala


Foto:

Gli spazi rinnovati Sopra, l'area esterna con la piazza e quella per gli eventi. A destra, un angolo del Bistrò di Daste