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04/10/2018

Etra,contestato a tre manager un milione e mezzo di danno erariale

Corriere del Veneto

Anomalie negli appalti, l'accusa della Corte dei conti. E c'è l'inchiesta bis in procura Gli accertamenti Nel mirino i dirigenti Bacchin, Pieretti e Benin. La società: piena collaborazione
Contratti per la raccolta rifiuti scaduti da anni e concessi in proroga a una cooperativa e a una società senza predisporre un bando e senza riguardo per la spesa pubblica, lievitata a dismisura. È in sostanza questa l'accusa mossa dalla procura della Corte dei Conti a tre manager di Etra spa, la multiutility dell'Alta padovana che serve anche Vicenza, cui i magistrati contestano un danno erariale di 1.532.291,33 euro. Marco Bacchin in qualità di direttore generale, Leonardo Pieretti responsabile del coordinamento servizi di approvvigionamento e Daniele Benin dell'ufficio gestione e controllo, sono ritenuti responsabili di una spesa ritenuta incontrollata e mal gestita, e dovranno ora presentare le controdeduzioni, spiegando perché alla società De Vizia spa (campana, ora in Veneto assorbita dalla estense Sesa spa) e alla cooperativa Il Grillo di Zelarino (Ve), sia stato concesso in proroga per almeno due anni il servizio di raccolta rifiuti in gran parte dei 75 comuni che fanno parte del bacino della multiutility, senza mai predisporre un bando di gara che ne aggiustasse il prezzo. A ciò si aggiunge un'inchiesta penale che al momento riguarda Marco Bacchin, iscritto in un fascicolo per turbativa d'asta. Ma non è PADOVA finita qui, perché la Procura di Padova ha un fascicolo bis su altri reati commessi in Etra che a breve potrebbe svelare dei colpi di scena. Il fascicolo contabile, invece parla di condotte connotate da «colpa grave» attribuite ai tre manager, accusati di non aver controllato la spesa pubblica lasciando che lievitasse a solo vantaggio delle aziende private, in totale spregio, secondo gli investigatori, del codice degli appalti. Le gare sotto accusa erano partite nel 2007 e dovevano scadere alla fine del 2015. Le proroghe, fatte di sei mesi in sei mesi, costavano caro. Quasi 740 mila euro l'anno (2016 e 2017) in più finivano nelle tasche di De Vizia e poco più di 52 mila euro alla cooperativa Il Grillo. A fare i conti delegati dalla procura i finanzieri al comando del capitano Giuseppe Taverna di Cittadella, che hanno studiato nel dettaglio bandi, scoprendo come a De Vizia fosse stata pure concessa un'indennità per la raccolta e lo smaltimento plastica anche quando lo smaltimento veniva fatto dalla stessa Etra. Il caso emerse nell'estate del 2016, quando scaddero i primi sei mesi di proroga e ancora non era pronto un nuovo bando, poi ancora alla fine dell'anno, quando un bando c'era ma non era stato aggiudicato, e intanto i contratti venivano rinnovati senza alcuna revisione delle spese. Ci furono esposti, denunce, il caso finì sia in procura ordinaria che sul tavolo della magistratura contabile. Etra, dal canto suo, come sottolineato in una nota, ha predisposto negli ultimi anni un ufficio interno per controllare legalità e correttezza dell'operato dei manager ed ha collaborato con la Finanza per fare chiarezza sulle spese non giustificate. Roberta Polese

La vicenda

● La Corte dei conti ha quantificato il danno erariale che sarebbe a carico di tre manager di Etra spa: l'indagine si basa su una serie di esposti e denunce e riguarda, in via principale, la proroga dell'appalto per il servizio di raccolta rifiuti a favore della De Vizia spa ● Etra spa è la multiutility a proprietà pubblica costituita dai Comuni del Bassanese, dell'Alta Padovana e della cintura urbana di Padova

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