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23/09/2020

Estra-Consiag, assolti i vertici Così finisce la guerra del gas

Il Tirreno - paolo nencioni

Sono cadute le accuse di turbativa d'asta e abuso di posizione dominante Baggiani: «Questa storia è nata esclusivamente per motivi politici» tribunale
pratoTutti assolti perché il fatto non sussiste. Si è conclusa così, in Tribunale, quella che fu chiamata la "guerra del gas" , il procedimento penale che vedeva imputati Paolo Abati, direttore generale di Estra, Luciano Baggiani, presidente dell'assemblea dei soci di Consiag e i tre dirigenti di EstraReti Paolo Quercioli, Cesare Calistri e Alessandro Puccetti, per i reati di turbativa d'asta, abuso d'ufficio e abuso di posizione dominante. Il Tribunale presieduto da Silvio De Luca (a latere Malerba e Romano) ha pronunciato la sentenza poco dopo le 12, dopo una manciata di minuti di camera di consiglio. Si sapeva già che nessuno sarebbe stato condannato perché nel corso del processo era stata accertata l'intervenuta prescrizione. Restava da capire se gli imputati sarebbero stati prosciolti perché è passato troppo tempo dalla formulazione delle accuse oppure assolti anche nel merito, e i giudici hanno scelto questa seconda strada. Il processo, che è durato cinque anni ed è arrivato alla sentenza di primo grado a dieci anni dai fatti contestati, aveva per oggetto le presunte interferenze illecite dei vertici di Estra e Consiag nella procedura avviata dal Comune di Prato, all'epoca guidato da una giunta di centrodestra, per un bando pubblico che avrebbe tolto il monopolio locale della distribuzione del gas, come poi fece, dalle mani di società considerate "riserve di caccia" della sinistra, cioè Estra e Consiag.La battaglia fu combattuta soprattutto dall'allora sindaco Roberto Cenni e dal suo assessore Filippo Bernocchi, che accusarono Estra e Consiag di aver ritardato senza un valido motivo la trasmissione al Comune degli atti necessari a indire il bando. Lo stesso pubblico ministero Lorenzo Gestri nel corso del processo ha sostenuto che si era trattato di «una condotta grave, frutto di un accordo criminoso tra gli imputati che ha fuorviato lo svolgimento regolare di una procedura ad evidenza pubblica procurando all'azienda un ingiusto vantaggio patrimoniale». Non sono stati dello stesso avviso i giudici, che hanno invece accolto le tesi degli avvocati difensori, tra cui Alberto Rocca e Antonino Denaro, assolvendo gli imputati anche nel merito. Avvocati ora ovviamente soddisfatti. «È un risultato che ci lascia pienamente soddisfatti - ha detto Rocca - e che ripaga di tante sofferenze, pur nel pieno rispetto della funzione svolta dalla Procura» . «È un'assoluzione che si basa sull'evidenza - ha aggiunto Denaro - Il Tribunale aveva due strade: riconoscere la prescrizione oppure valutare le prove positive di innocenza, meglio ancora l'assenza totale di prove. Così ha fatto». Soddisfatto anche Luciano Baggiani, che ha assistito alla lettura della sentenza insieme ad Alessandro Puccetti e alla fine aveva gli occhi lucidi. «Ero sereno riguardo alla mia condotta e a quella degli altri imputati - ha detto - Dispiace che ci siano voluti quasi dieci anni per arrivare a questa sentenza. Questa storia è nata esclusivamente per motivi politici. C'era già una sentenza della Corte dei conti che aveva stabilito che il Comune di Prato non ci aveva rimesso, ma semmai guadagnato. E lo stesso Consiglio di Stato aveva escluso che ci fosse stato un abuso della posizione dominante, riconoscendo che era un dovere delle società tutelare il proprio patrimonio». --paolo nencioni© RIPRODUZIONE RISERVATA