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01/09/2020

«Esternalizzazioni, Fabbri chiarisca quel pasticcio»

QN - Il Resto del Carlino

di Stefano Lolli FERRARA «Pressapochismo e chiari profili di illegittimità. Il sindaco Fabbri non può limitarsi al pur eloquente 'cartellino giallo' per la Kusiak». Aldo Modonesi, capogruppo del Pd, non invoca (per ora) la testa dell'assessore alla Pubblica Istruzione: nell'interrogazione il gruppo dem entra infatti nelle pieghe «di una vicenda pasticciata e poco chiara: non è in discussione la legittimità, per la giunta, di ipotizzare l'esternalizzazione nelle scuole, ma è un percorso che va fatto in maniera trasparente - dice Modonesi -, coinvolgendo le parti sociali, il Consiglio comunale, confrontandosi con le famiglie e con il personale. Tutto questo è mancato. Non c'è un atto di giunta, un orientamento o una delibera, che prefigurasse questa scelta. Si è trattato di un tentativo di blitz, illogico e illegittimo». Perché, evidenzia Modonesi nell'interrogazione, «non si poteva forzare un appalto che non permetteva questa operazione, se non a rischio di incorrere in guai giudiziari; e la stessa assegnazione degli incarichi esponeva l'amministrazione a una serie di ricorsi da parte del personale in graduatoria». Perciò si chiede «quali atti amministrativi sono stati adottati per procedere all'esternalizzazione alla Mongolfiera e al Gobetti? - incalza Modonesi - Sembra che si sia tentato di tenere nascosta la procedura». Che, a detta di molti, rischiava di violare il Codice degli Appalti. «A meno di 24 ore, con un incredibile dietro front, il sindaco Fabbri si è rimangiato la decisione - conclude il capogruppo del Pd -. Ma non può cavarsela dando bizzarramente la colpa al governo, o con un buffetto alla Kusiak. Deve chiarire l'iter di un'operazione sconcertante». Sono invece i renziani di 'Italia Viva' (pur non rappresentati in Consiglio comunale) a chiedere esplicitamente le dimissioni della Kusiak: «Fossimo alla corrida di Corrado, dilettanti allo sbaraglio, ci sarebbe da ridere ma non si tratta, purtroppo, di un gioco. Nel mondo reale chi commette errori come quelli a cui abbiamo assistito sull'esternalizzazione, poi ritrattata da un sindaco che, di fatto, commissaria l'Assessora alla pubblica istruzione, deve avere la decenza e l'onestà di presentare le dimissioni». Tra i motivi essenziali, «il fatto che un'amministrazione menta spudoratamente ai propri cittadini adducendo motivazioni di bilancio e impossibilità ad agire diversamente dall'esternalizzazione (non possiamo più assumere personale in quanto abbiamo sforato i parametri di bilancio) - prosegue la nota di Italia Viva - salvo poi agire nella direzione diametralmente opposta evidenziando, quindi, che quanto sostenuto non corrispondesse alla realtà». Severo anche il giudizio di Coalizione Civica: «Un balletto surreale, ridicolo e degradante: prima, la bomba dell'esternalizzazione di due scuole materne, evitando di informarne preventivamente i diretti interessati, i lavoratori del servizio e le famiglie che usufruiscono dello stesso e che contano su di esso. Poi il passo indietro del sindaco, che non tranquillizza, e anzi lascia intravedere un'imperdonabile leggerezza. Uno spinoso caso politico, oltre che amministrativo, nel quale va registrata la difesa di Davide Bergamini, segretario provinciale della Lega, che spezza una lancia a favore del sindaco Alan Fabbri: «Il suo dietrofront è prova, ancora una volta, di intelligenza e sensibilità. Fabbri è attento alle persone, siano famiglie o lavoratori, e lo stop al provvedimento ne conferma lo stile nell'amministrare». Bergamini non entra nel merito della vicenda, né difende la Kusiak, anche lei esponente del Carroccio: «Non è cosa su cui debbano spendersi i partiti. La decisione di Fabbri è stata giusta, il suo passo indietro dimostra la volontà di evitare confusione».