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01/07/2021

Esternalizzazioni e vendita rete gas: oggi doppio sciopero e presidio in centro

Gazzetta di Mantova - Monica Viviani

L'articolo 177 del codice degli appalti e i piani futuri di Tea: in piazza Martiri ecco la protesta nazionale e locale settore energia e ambiente
Monica VivianiSciopero per l'intera giornata e appuntamento per la doppia protesta alle 9.30 in piazza Martiri di Belfiore. Protesta nazionale quella dei lavoratori dei settori gas, acqua, energia e dell'igiene ambientale che nella nostra provincia conta più di mille addetti, per chiedere al governo di cancellare l'articolo 177 del Codice degli appalti, che prevede l'obbligo per le aziende concessionarie, di esternalizzare l'80% di tutte le attività, anche nei casi in cui vengano svolte direttamente dal proprio personale. Protesta locale quella dei dipendenti del settore gas-acqua di Tea per dire no alla possibile vendita della rete gas. A guidare la mobilitazione i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. «L'articolo 177 non ha padre - spiega il segretario generale della Filctem Cgil Michele Orezzi - nessuno ne ha mai riconosciuta la paternità politica anzi tutta la politica ne ha sempre preso le distanze. Se così è, siamo stufi di continui rinvii: si stralci la norma, definitivamente.È una bomba atomica per un mondo industriale importante ed essenziale, una bomba che va detonata definitivamente se si ha a cuore la qualità dei servizi ai cittadini, la professionalità dei lavoratori e il mantenimento dei propri diritti. In piazza martiri di Belfiore a metà strada tra Prefettura e Comune incrociamo le braccia per chiedere lo stralcio definitivo della norma e per scongiurare la possibile vendita della distribuzione del gas di Tea». Ricorda poi il segretario generale di Femca Cisl Gianni Ardemagni che «le competenze finora applicate alla gestione dei servizi essenziali sul territorio, chehanno permesso di garantire le forniture alla cittadinanza anche durante tutto il lockdown e che si traducono in qualità e sicurezza sia per gli utenti che per gli addetti stessi, non possono essere messe in discussione da scelte politiche incomprensibili che non solo rischiano di depotenziare il servizio, ma anche di impoverire sotto il profilo sociale le imprese del settore. Per questo con la mobilitazione attuata in tutte le province d'Italia, sosteniamo la necessità che il Parlamento modifichi questa norma iniqua, che mina il futuro di questi servizi e crea ricadute negative sugli addetti». Insomma «la mobilitazione deve sottolineare quanta preoccupazione abbiamo sulle conseguenze di una norma miope, pericolosa, insensata - conclude il segretario generale della Uiltec Uil Giovanni Pelizzoni - che sortirà degli effetti devastanti sia sulle imprese costrette a terzializzare selvaggiamente sia sui lavoratori che alla meglio si troverebbero coinvolti in affitti e cessioni di rami d'azienda o in procedure di licenziamento collettivo dall'esito certo o incerto a seconda dello scenario ed infine impatterà anche sull'utente finale cioè il cittadino che nella migliore delle ipotesi si troverà bollette più care e probabilmente a fronte di livelli di servizio peggiori. Pensare a privatizzare ulteriormente verso soggetti che con la logica del massimo ribasso accedano a svolgere attività protette attraverso tariffari e bollette potendo agire da privati che antepongono sempre il massimo profitto al minor costo porterà anche una qualità del lavoro, del salario e a livelli di sicurezza sul lavoro minori rispetto agli attuali. Serve fare il massimo delle pressioni per rinviare l'applicazione temporale in primis e poi modificare la norma in questione». --