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15/07/2020

Estate, per gli eventi c’è già il cartellone Ma il bando è aperto

Il Messaggero

Dall'opposizione bordate all'assessore Marco De Carolis: «Escono i programmi su un palco che non c'è, si dimetta»
PALAZZO DEI PRIORI
«Escono programmi su un palco che ancora non c'è». «Bisognava muoversi prima: se non sei in grado di fare attività di dimetti». Pd e M5S a testa bassa sull'assessore Marco De Carolis e i bandi per gli eventi estivi. Alvaro Ricci e Massimo Erbetti puntano il dito anche su un altro aspetto: le date di JazzUp sono già definite con un bando in corso. La domanda è spontanea: «Se un'associazione fa domanda per quelle che succede?».
Ricci riprende una domanda fatta mesi fa all'assessore. «De Carolis dice sosteneva che il problema era il bilancio. Non è vero: i bandi sono usciti e il bilancio non c'è. Allora si poteva muovere quando era il momento». Concetto su cui anche Erbetti insiste. «In lockdown spiega - lo stipendio da assessore lo ha preso, ma ha pensato solo al biglietto unico per un polo museale che non c'è, mentre sugli eventi estivi non ha programmato nulla. E dire che quello dello spettacolo è uno dei settori che ha sofferto di più».
Secondo il dem, «se ripensiamo al messaggio whatsapp inviato alle associazioni prima del bando, in cui chiedeva di mandargli i programmi, c'è qualcosa che non si capisce. Se dovevano essere suggerimenti, il Comune poteva farli propri. Sono cose in contraddizione. Dire che è ha adottato un metodo scorretto è un complimento». L'intenzione è di andare fino in fondo: «Faremo un accesso agli atti per capire gli effetti di quel messaggio», dice Ricci. Il pentastellato invece fa due conti sui 25 mila euro stanziati sul capoluogo. «A ogni associazione, se si coprissero realmente i 60 giorni indicati, andrebbero 416 euro. Bell'investimento: 25 mila euro per gli eventi e 24.095 per le fioriere in piazza». Intanto sono state rese note le date di Jazzup, una delle realtà convenzionate che non deve partecipare al bando. Ricci allarga a tutte le convenzioni: «Che siano eventi da farsi e di qualità commenta - non che poi non ci accorgiamo neanche che ci sono stati, perché si tratta di bei soldi. E si vanno a occupare spazi su un palco che ancora non c'è. E' tipico dell'assessore, si fa tutto al contrario, come il concerto di Capodanno. Bisognava prima decidere sulle convenzioni, poi mettere a bando le altre date. Aveva ragione Santucci a proporre di accordarsi con i locali».
«Se un'associazione fa domanda e indica tre date, poi arriva quello con la convenzione e ha gli stessi giorni conclude Erbetti - chi fa lo spettacolo? Se l'artista è disponibile solo quei giorni? E se non mi dai il palco che faccio?».
Massimo Chiaravalli
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