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09/06/2019

Estate amara per 15 operai “Da luglio nessuna garanzia”

La Stampa - cristina borgogno

cantiere dell'ospedale a verduno, nulla di fatto all'incontro sui licenziamenti
Nessuna buona notizia per i 15 dipendenti trasfertisti edili della Alba Bra Scarl (società controllata dalla braidese Olicar Gestione e partecipata dalla nuova Matarrese srl) impegnati da 12 anni sul cantiere del nuovo ospedale di Verduno. Dopo l'incontro che ha riunito ad Alba sindacati e aziende per cercare una soluzione, l'unica novità riguarda una proroga del licenziamento annunciato a fine maggio portato ora al 30 giugno, ma senza garanzie sul futuro, né la possibilità di rimanere al lavoro alle dipendenze del concessionario, la Mgr Verduno, o altre ditte appaltatrici.

«Queste persone non solo hanno vissuto per anni nel cantiere ospiti di container accumulando puntualmente ritardi nel pagamento degli stipendi tra fallimenti di aziende e avvicendamenti di commesse - spiegano Francesco Biasi (Filca Cisl) e Piero Costantino (Fillea Cgil) -. Tuttora indietro di due mensilità, ora vengono lasciati a casa anche se i lavori del nuovo ospedale non sono affatto ultimati, visto che proprio in questi giorni nel cantiere è subentrata una nuova ditta, la cinquantunesima, per un totale di 260 operai, una media di 5 persone per azienda».

Lo sciopero di sei ore

Dopo lo sciopero di sei ore sul cantiere delle scorse settimane, dalla Olicar Gestione è stato precisato che «le persone a rischio sono in totale 11 poiché la ditta ha ricevuto una risoluzione contrattuale da parte del concessionario», a cui si stava cercando una soluzione alternativa. Soluzione che a quanto pare non è stata individuata: i sindacati spiegano che 9 operai e 2 impiegati amministrativi saranno effettivamente licenziati, mentre altri 4 operai distaccati a Verduno sono stati richiamati in sede per essere inviati in altri cantieri e poi c'è ancora un dipendente il cui contratto a termine è in scadenza proprio il 30 giugno e non sarà prorogato.

«Essere allontanati mentre c'è ancora la possibilità di lavorare è scorretto - proseguono i rappresentanti sindacali -, oltre al fatto che sono operai formati, con un'alta esperienza del cantiere, sono cinquantenni con professionalità e mansioni specializzate». A rischio, oltre agli stip endi di aprile e maggio che i dipendenti devono ancora incassare, ci sarebbe anche il pagamento di ferie e tredicesima. Biasi e Costantino: «Per quanto riguarda gli arretrati, l'unica speranza che ci rimane è quella di chiedere all'appaltante Mgr di farsene carico, così come previsto dall'articolo 10 del Codice degli appalti».

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