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08/10/2021

Esami e visite ai privati: solo a chi è a contratto Armonia tagliata fuori

Gazzetta di Mantova - Roberto Bo

La Regione: «Partecipano le strutture convenzionate» Forattini: e i soldi al pubblico? Fiasconaro: è emergenza il caso esternalizzazioni
Roberto BoFa discutere l'avviso di manifestazione di interesse pubblicato dall'Ats per individuare privati accreditati e a contratto disposti a erogare prestazioni sanitarie (ambulatoriali, diagnostica, piccoli interventi) per ridurre le liste di attesa negli ospedali pubblici. Sul piatto, sino a fine anno, ci sono 3 milioni per Mantova e Cremona.È utile ricordare che per l'utente da un punto di vista economico non cambierebbe nulla, visto che i privati offriranno le loro prestazioni al costo del ticket sanitario. Il bando, però, non prevede il coinvolgimento di tutte le strutture sanitarie private ma solo quelle accreditate e a contratto, vale a dire coloro che sono in convenzione con il sistema sanitario nazionale, come ad esempio Castiglione, Suzzara e San Clemente.Il centro polispecialistico Armonia, invece, che poteva partecipare al primo avviso poi annullato da Stradoni, non può partecipare a quello lanciato dall'Ats perché la delibera regionale dalla quale trae spunto contempla solo le strutture accreditate e a contratto. Armonia è solo accreditata, ma non a contratto.La prima reazione è della consigliera del Pd Antonella Forattini, componente della commissione Sanità in Regione Lombardia, che commenta: «Una procedura di per sé legittima, in quanto deliberata da Regione Lombardia che il 2 agosto scorso ha messo a disposizione, proprio per la stessa finalità, 50 milioni per le strutture pubbliche e 50 per il privato. Si tratta di delibere che abbiamo a suo tempo criticato, perché ancora una volta sono state messe sullo stesso livello le strutture pubbliche e quelle private. Ma quel che ci lascia più sbalorditi, in questo caso, è che si pubblichi il 29 settembre un bando dal valore di 3 milioni di euro con scadenza il 6 ottobre e con criteri che lasciano ben poco spazio all'immaginazione sui possibili privati interessati: non sono, infatti, molti i soggetti che possono concorrere per un numero così elevato di prestazioni. Sarebbe inoltre opportuno sapere quanto di quei 50 milioni destinati al pubblico sia effettivamente arrivato ai nostri ospedali, perché auspico che la dottoressa Mara Azzi punti in primis a saturare le tante potenzialità delle strutture che dirige» continua la Forattini, riferendosi al nuovo direttore generale dell'Asst di Mantova e precisando in proposito che «il bando ritirato lo scorso 7 settembre dall'ex direttore Stradoni, oltre ad essere stato pubblicato in periodo pre-pandemia, andava a togliere risorse al bilancio dell'azienda ospedaliera Carlo Poma. Infine mi chiedo se questi 3 milioni, messi a disposizione per il privato, siano stati calcolati a fronte di liste d'attesa condivise e valutate dal nuovo direttore dell'Asst».«Riguardo alla proposta di esternalizzare l'alta diagnostica ai privati, poi ritirata dall'ex dg Stradoni - interviene anche il consigliere regionale di M5S, Andrea Fiasconaro - sembrava tutto rientrato invece viene abolito un bando e se ne fa un altro».«Mi rendo conto che i soggetti sono diversi - prosegue Fiasconaro - il primo bando era dell'Asst, mentre questo dell'Ats e quest'ultimo si inserisce in una precisa programmazione fatta da Regione Lombardia. Mi rendo conto che la situazione è leggermente diversa, tuttavia non possiamo nasconderci dietro un dito considerato l'oggetto del nuovo bando e il suo alto valore economico. Non possiamo nasconderci a lungo dietro ai disagi provocati dalla pandemia, poiché quei disagi già c'erano e la pandemia non ha fatto altro che esacerbarli. Se ci fosse stata negli anni passati la seconda risonanza magnetica pubblica, forse oggi l'ospedale avrebbe più capacità di smaltire le liste d'attesa, senza affidarsi ai privati utilizzando per altro soldi pubblici della Regione». --© RIPRODUZIONE RISERVATA