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29/09/2020

Erosionea Galati, l’appalto ancora stentaa decollare

Gazzetta del Sud - Riccardo D'Andrea

Mes sina Lavori non avviati dopo l'affidamento della gara per il posizionamento in mare delle barriere frangiflutti
Elvira Amata sollecita l' assessore Toto Cordaro: «Manca ancora la Via»
Un mesee mezzo fa la foto col commissario regionale Maurizio Croce dopol' aggiudicazione della garad' appalto per la difesa del tratto di costa compreso tra Santa Margheritae Galati Marina. Stretta di manoe cin cin per un traguardo ormaia portata di mano, ma che adesso sembra lontano. Non le mandaa dire Elvira Amata, che insieme al responsabile della struttura contro il dissesto idrogeologico aveva dato il lieto annuncio. «Siamo alla fine di settembree il rischio di mareggiate sulla costa del litorale ionico del Messinese che da Santa Margherita arriva al villaggio di Galati Marina, diventa sempre più pressante- ha scritto ieri in una nota il deputato regionale di Fratellid' Italia-. Sono amareggiata perché dopol' aggiudicazione della garad' appalto integrato, quasi due mesi fa, ancora non viè stato il rilascio della Via, la Valutazione d' impatto ambientale, da parte del dipartimento regionale Ambiente». Un passaggio fondamentale per il terzo lotto (per un importo di 3,5 milioni di euro) del grande appalto che prevede la posa in mare di 24 barriere frangifluttia difesa di borghi costantemente nel mirino del mare in tempesta. «Ho sollecitatol' assessore regionale al Territorio Toto Cordaro affinché intervenga al più presto sul dipartimento così da poter far partirei lavori. Non possiamo più perdere ancora tempo- ha aggiunto Amata- perché la forza dei marosi potrebbe giungere presto su abitazionie strutture che si affacciano sul mare, con gravi danni non solo per le cose, ma anche mettendoa rischio la vita dei cittadini che risiedono in quella zona». Per proteggere una porzione di litorale di circa due chilometri,è stata fin qui realizzata una serie di barriere radenti che hanno assorbito in parte la forza dei marosi, ma questo ha contribuito solamentea rallentare ma non ad arrestare il progressivo avanzare della linea di battigia ai danni della spiaggia, con rischio per le abitazioni private, gli altri immobilie le attività commerciali che si affacciano sul mare. Gli uffici regionali hanno seguito una procedura, comel' appalto integrato, che ha consentito di affidare sia la progettazione chel' esecuzione delle opere. Prevista la realizzazione di pennelli in scogli naturali, strutture solide che consentiranno di portarea termine, subito dopo, il ripascimento di un ampio tratto di costae di riconsegnarlo di nuovo integro. «Ringrazio il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci perl' attenzione che pone al delicato problema del dissesto idrogeologicoel' intera struttura commissariale per la celere rispostaa questa legittima rivendicazione dei messinesi- aveva detto Amata all' inizio del mese di agosto-. Ci auguriamo chei lavori possano essere avviati giàa settembre, dopo le verifiche dell' Anac sulla garae il rilascio della Valutazioned' impatto ambientale da parte del dipartimento regionale Ambiente, entroi termini previsti dalla legge». Speranze disattese dalla realtà dei fatti, ancorata ai lavori urgenti di messa in sicurezza del litorale messo in ginocchio dalle intense mareggiate del 25e 26 marzo scorsi. Le prime opere di rifioritura della scogliera erano state seguite dagli assessori comunali Salvatore Mondelloe Massimiliano Minutoli. La società cooperativa Costrubo di Giampilieri aveva posizionato decine di massi in sostituzione di quelli malridotti, creando una trincea che però deve essere integrata dalla parte finale dell'appalt o.

Foto: Furia dei marosi da arginare I massi collocati alcuni mesi fa