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03/04/2021

«Era il nostro regalo alla città»

La Nuova Sardegna

Cuscusa (Publicem) spiega come sono nati i manifesti. Insulti di Lutzu sui social a chi li critica SINDACO NELLA BUFERA»I MANIFESTI DELLA DISCORDIA
ORISTANO«Pronto sono Antonio Cuscusa della Publicem. Si può dire che sono degli idioti?».Certo che si può dire, signor Cuscusa, ma chi sono gli idioti?«Quelli che stanno sproloquiando per questi manifesti. Non sanno di cosa parlano, intervengono a sproposito, e pensano a chissà quali malizie. Noi siamo stati corretti al 100 per cento e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Parlano senza sapere le cose».Ecco, ci racconti cosa è successo.«Quando è stato varato il nuovo piano delle affissioni abbiamo fatto richiesta di montarne una dozzina, a nostre spese, sa ci costano tremila euro l'uno, mica scherzi. Sono rimasti vuoti per settimane. Incontro l'assessore Gianfranco Licheri e domando: "Perchè non pubblicate una cosa per Pasqua? Ho spazi liberi li affiggo gratis". Gianfranco mi dice che è una bella idea, io suggerisco di mettere delle foto che rappresentano la città che non si arrende, lui mi dice che ci avrebbe pensato il loro grafico. Alla fine mi porta il bozzetto, lo stampiamo e mettiamo il manifesto negli spazi. Fine, il resto sono stupidaggini assurde cariche di invidia. Il messaggio del sindaco era positivo, non c'era scritto assolutamente nulla di male o di non condivisibile».Beh, alcuni consiglieri comunali ci vedono uno scambio sotterraneo di favori, non proprio una stupidaggine.«Idiozie. Proprio da Efisio (Sanna, consigliere Pd, ndr) certe cose non me le aspettavo. Quando è servito a loro di intervenire sui pannelli scaduti a elezioni concluse che dovevano essere ricoperti, l'ho fatto e gratis. Invece di fare beneficenza, a associazioni, confraternite, società sportive o quant'altro, faccio le affissioni gratis. Per i partiti ora non più, lì mi faccio pagare, anche se a qualcuno di loro non è piaciuto, e per avere i miei soldi ho dovuto ricorrere all'avvocato. Ma lasciano perdere. È tutta invidia per una azienda attiva da quasi 40 anni che da lavoro a cinque persone, con tre dipendenti e due soci, e che ogni anno paga al comune almeno 30mila euro di tributi».Senza di voi non si attacchina neppure un francobollo.«Lavoriamo senza pausa. Abbiamo vinto l'appalto del 1992, e da allora non ci fermiamo».Un appalto vecchio di trent'anni incuriosisce....«Mi spiego: l'appalto era per dieci anni. È scaduto nel 2002 e da allora il Comune è andato avanti con proroghe. E che dovevo dire: "Grazie, ma ci rinuncio?" Adesso hanno fatto il piano per le affissioni. Noi lo rispetteremo anzi, vogliamo mettere seguendo il piano, nuove postazioni, costruite da noi, senza pretendere nulla dal Comune. Ecco, facciamo del bene e ci ripagano con queste parole. Che posso dire senza scadere negli insulti?».Antonio Cuscusa non lo vuol dire, ma qualcosa nell'oliato meccanismo burocratico tra la sua società e l'amministrazione si è inceppato. Proprio il giorno della comparsa dei manifesti giganti, fonti non ufficiali del Comune confermano che sarebbe stata spedita una nota degli uffici che annulla l'autorizzazione per realizzare i dieci cartelloni 6x3, alcuni dei quali già installati con il messaggio del sindaco. Le ragioni? Questioni urbanistiche, dovute al rispetto dei vincoli paesaggistico e idrogeologico.Insomma, per questi cartelloni i guai sembrano non finire mai. Oltre a scatenare la rabbia del sindaco contro i suoi critici adesso finiscono pure nel mirino degli uffici. Quando ci si mette la sfortuna non c'è augurio che tenga.(g.cen.)