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27/10/2018

Entroterra privo di risorse e strangolato dalla burocrazia

Il Secolo XIX

BILANCI RIDOTTI ALL'OSSO
Sotto accusa le norme sugli appalti che complicano ogni iter Sostanzialmente inutilizzabili gli avanzi di amministrazione «Ormai possiamo solo sopravvivere: piccoli lavori pubblici, gestione minima del quotidiano » «Troppi paletti inutili: difficile combattere lo spopolamento di fronte alla carenza di servizi »
Ino Gazo Senza risorse finanziarie e ridotti alla sopravvivenza. E pure con una incredibile burocrazia che strangola qualsiasi iniziativa. È la situazione dei piccoli comuni dell'entroterra che, come è diventato normale negli ultimi anni, hanno soltanto il "permesso " di sopravvivere, di gestire la quotidianit à , di combattere lo spopolamento di fronte al nemico della carenza di ser vizi. E, nonostante le ultime disposizioni del ministero dell'Economia che libera in parte l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, i Comuni devono far fronte ai rigidi protocolli europei in materia di appalti . « Potrei usare i 300 mila euro dell'avanzo per la manutenzione di una piazza e due strade - afferma Franco Ardissone, sindaco di Pontedassio - Invece la situazione è complicata e allucinante: dovrei spendere quelle risorse entro il 31 dicembre per appalti da immettere in una piattaforma informatizzata che non funziona, le ditte partecipanti dovrebbero iscriversi al sito specifico della Pubblica Amministrazione con pesanti aggravi di spesa. Il risultato che gli assurdi "paletti " creati rendono impossibile la vita amministrativa » . Alla faccia della semplificazione, le risorse liberalizzate diventano inutili. Come se gi à non bastassero i bilanci ridotti all'osso e le spese comunali addossate agli amministratori. « Nel 2006 il Comune riceveva 160 mila euro di trasferimenti statali, attualmente sono 14 mila - lamenta Massimo Di Fazio, sindaco di Triora - Noi rinunciamo alle indennit à , perfino al rimborso delle spese sostenute per le trasferte mentre i commercianti si tassano per organizzare le manifestazioni. Spererei di avere un aiuto dallo Stato che, invece, si dimentica di noi » . L'unica possibilit à di intervento per gli enti locali, quindi, sono per piccoli lavori pubblici. « Possiamo usare l'avanzo soltanto per spese di investimento non per quelle correnti - spiega Domenico Abbo, sindaco di Lucinasco - Cos ì non abbiamo fondi, possiamo fare qualche lavoretto al livello dei 20 mila euro gi à spesi ma che poco incidono sullo sviluppo del paese » . E sono proprio i paesi più piccoli ad avere i più pesanti effetti negativi. « Le risorse disponibili non ci permettono interventi importanti - ammette Marco Rondelli, sindaco di Rocchetta Nervina - Dovremmo aumentare le tasse locali ma è assurdo per un paese di 300 anime. Possiamo contare sull'avanzo ma sono soltanto gocce » . I bilanci, insomma, sono sempre sul limite del pareggio. « Usare l'avanzo è un problema - contesta Renato Adorno, sindaco di Rezzo - anche perch é cala quando si anticipano le spese per i lavori: noi lavoriamo gratis ma siamo in una condizione di pura sopravvivenza, eppure i comuni sono l'ultimo baluardo sul territorio » . Difficolt à purtroppo reali per la vita nell'entroterra. « I bilanci ridotti all'osso - spiega Daniela Simonetti, sindaco di Pigna - ci permettono appena la manutenzione ordinaria, perfino i crediti possono essere utilizzati soltanto quando riscossi: gestire la macchina pubblica senza risorse, come avviene ormai da anni, è veramente complicato » . - c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI In costante aumento la chiusura di esercizi commerciali in tutto l'entroterra del Ponente ligure cui si accompagna un forte spopolamento: in cerca di lavoro, gli abitanti si spostano sulla costa PEROTTO

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