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18/11/2020

Entroterra a caccia di 8 milioni per le infrastrutture turistiche

Corriere Adriatico

Doppio bando regionale per fruire dei fondi europei, l'Unione montana sarà l'ente capofila
IL RILANCIO
CAMERINO Al via i bandi per rendere concreta la strategia nazionale delle aree interne, destinata nelle intenzioni dell'ideatore, l'ex ministro Fabrizio Barca, a ridurre il più possibile il divario di infrastrutture e servizi tra aree costiere sviluppate ed aree montane dove lo spopolamento e la legge dei numeri, condannano a ridurre servizi essenziali per la qualità di vita. La Regione Marche ha emesso alcuni bandi che scadranno il 20 novembre, per questo la giunta dell'Unione montana di Camerino, composta dal presidente Alessandro Gentilucci, dagli assessori Claudio Castelletti e Mario Baroni, quale ente capofila ha approvato di recente la partecipazione ai bandi regionali.
Gli obiettivi
Nel dettaglio uno riguarda gli investimenti per ampliare, migliorare e creare servizi locali di base e infrastrutture, l'altro la realizzazione di infrastrutture di uso pubblico nel settore turistico. Nel territorio saranno realizzati progetti nei territori di San Ginesio, Muccia e Monte San Martino. Si tratta di un progetto importante, finanziato con risorse europee, che in cinque anni convoglierà nell'entroterra risorse per otto milioni di euro in cinque anni, di cui oltre 4 milioni di euro gestiti dalla Regione. I progetti sono stati definiti nel 2019 grazie ad un accordo di programma tra Regione ed i 17 comuni aderenti, tutti nell'entroterra maceratese, con l'Unione montana di Camerino a fare da capofila. Tra gli obiettivi ci sono quello di incrementare il valore turistico e produttivo dell'area, attraverso la valorizzazione degli itinerari paesaggistico-ambientali, a oggi fruibili nella quasi totalità, e la riorganizzazione dei sistemi di fruizione naturalistica, da integrare con la rete dei beni culturali nell'area, oggi non fruibili a causa del sisma, ma che una volta recuperati saranno elemento di attrazione e informazione, anche come cantieri aperti di ricostruzione.
Un altro cardine del progetto è la valorizzazione delle piccole imprese impegnate nei settori manifatturieri, agro-silvo-pastorali, nella zootecnia e nell'enogastronomia, supportandole nel rilancio aziendale post-sisma, costituendo filiere produttive locali. Per favorire la residenzialità si punterà sulla creazione di un ufficio unico al servizio di tutti i comuni interessati, in grado di programmare in modo integrato azioni e interventi nell'area. Altri settori di intervento sono relativi al miglioramento e l'innovazione del sistema scolastico locale, al miglioramento dell'efficienza dei sistemi di trasporto interni all'area, alla capillarizzazione del sistema sanitario-assistenziale, attraverso l'aumento dei servizi a domicilio tramite il potenziamento della medicina territoriale.
Monia Orazi
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