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01/12/2018

Entro metà gennaio le offerte per l’acquisto dell’aeroporto

Il Piccolo di Trieste - D.D.A.

Pubblicato il bando europeo per la cessione del 55% delle azioni della società L'advisor Kpmg rivede al ribasso il valore dello scalo ora a quota 32,5 milioni La privatizzazione
trieste. Vale 32,5 milioni la maggioranza delle quote del Trieste Airport, che ieri ha pubblicato il bando della gara europea per la cessione del 55% della società che gestisce lo scalo di Ronchi. Scende dunque la quotazione dell'aeroporto, considerato che lo stesso pacchetto azionario era stato messo in vendita a 40,4 milioni nella gara andata deserta alla fine della passata legislatura. Rapportando le cifre al 100% della società, l'advisor Kpmg ha rivisto dunque il valore dell'aeroporto da 73 a 59 milioni nel giro di alcuni mesi. Le cifre si desumono dalla gara con cui, dopo il via libera del ministero dei Trasporti, il Trieste Airport intende individuare un partner industriale che si affianchi alla Regione nella gestione dello scalo. Il fine ultimo è lo stesso del bando precedente, che puntava ad assegnare al privato il 55% delle quote ma che era andato deserto perché prevedeva una transizione di tre anni in cui il nuovo socio sarebbe stato limitato al 45% del controllo: una garanzia per l'ente pubblico, che avrebbe così potuto valutare il rispetto dell'impegno a garantire l'incremento dei traffici. La nuova gara stabilisce che il 55% sia ceduto immediatamente, con contestuale diritto per il privato a nominare l'amministratore delegato, ma una serie di clausole tuteleranno comunque gli interessi del Friuli Venezia Giulia. La speranza è che vadano a frutto le manifestazioni di interesse emerse ai tempi della prima gara ma non tradottesi in offerte concrete. Il nuovo partner sarà individuato con il criterio dell'offerta più vantaggiosa, in cui il peso della proposta tecnica peserà nella valutazione per il 75% rispetto al 25% della parte economica. Le offerte potranno essere presentate fino all'11 gennaio e la prima seduta pubblica avrà luogo il 14 gennaio, con l'intenzione di perfezionare il trasferimento delle azioni entro marzo. Il socio privato dovrà avere capacità finanziaria e organizzativa: per questo il bando è aperto solo a soggetti che fra 2015 e 2017 abbiano gestito una Work Load Unit (unità di carico pari a un passeggero o a un quintale di merce) annua superiore a 10 milioni. L'investitore dovrà inoltre impegnarsi a migliorare le previsioni del piano industriale di Trieste Airport, in merito a incremento dei passeggeri, margine operativo lordo, valore degli investimenti e aumento dei livelli occupazionali in corrispondenza alla crescita dei traffici. L'emissione del bando ufficializza la riduzione del valore dello scalo, così come trapelata nelle scorse settimane. A pesare sul giudizio di Kpmg sono stati soprattutto i contributi che la giunta Fedriga si è impegnata a dare nei prossimi anni per stimolare il cosiddetto incoming del mercato turistico. La precedente stima dell'advisor si basava su un supporto da 3 milioni che la Regione a guida Serracchiani si era detta intenzionata a offrire fino al 2047, ovvero a fine concessione. Nel dare il via libera alla cessione diretta del 55%, la giunta Fedriga ha ridotto al 2026 l'orizzonte temporale del finanziamento, nella speranza che il sostegno economico a un aeroporto con pochi passeggeri non sia più necessario grazie all'arrivo del nuovo socio industriale: proprio questa nuova impostazione ha convinto Kpmg ad abbassare del 20% la valutazione precedente. --D.D.A. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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