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07/03/2020

Entro aprile il dragaggio del porto lavori assegnati a una ditta veneta

Corriere Adriatico

Secondo step per il ripascimento. Gli interventi saranno realizzati in un appalto suddiviso in due lotti
L'OPERA
PORTO SAN GIORGIO Porto, c'è la ditta per il dragaggio. Avanti tutta per il progetto. Si è conclusa martedì la gara d'appalto il cui esito dà una spinta alla procedura per il nuovo intervento che andrà ad incidere sulla profondità dell'imbocco. Il porto, soggetto ad insabbiamento, in passato ha costretto diversi operatori del settore e diportisti a migrare altrove fino all'ultimo intervento d'emergenza di un anno fa che ha in parte ripristinato la profondità necessaria al passaggio. Il nome della ditta che si è aggiudicata i lavori all'offerta minore è la Pasqual Zemiro di Venezia, con un ribasso dell'11,75%. Erano state 72 le ditte che hanno partecipato alla gara d'appalto, da queste ne sono state estratte 10 cui è stato chiesto d'inviare l'offerta economica inoltrata da 4 ditte. Dopo l'apertura delle buste di martedì e l'individuazione della ditta veneta, è stata richiesta da parte degli uffici la documentazione necessaria, prima della firma del contratto d'appalto e dell'affidamento definitivo dei lavori.
Il progetto
Si tratta di una maxi opera di escavo dei fondali all'imboccatura del porto ed il seguente ripascimento. Gli interventi verranno realizzati in un unico appalto suddiviso in due lotti, per un intervento complessivo di mila euro. «Sono lavori che solo una ditta specializzata può effettuare - ha specificato l'assessore Massimo Silvestrini - vi è infatti una concentrazione di ditte specializzate nel settore localizzate nell'alto Adriatico, dove è più frequente trovare porti che s'insabbiano. Non succede solo da noi». Come auspicato, l'amministrazione conta di far partire i lavori per il dragaggio entro aprile, seguiranno i ripascimenti, opera che a loro volta dovrà avvenire prima dell'estate ed in tempo utile per il riposizionamento delle sabbie.
Nuovo metodo
Lo spostamento delle sabbie avverrà con una nuova metodologia che prevede l'impiego di un mezzo effossorio con tecnologia mista meccanica ed idraulica, offrendo vantaggi di tipo ambientale in quanto è ridotta al minimo la possibilità di dispersione di materiale nella fase di escavo rispetto ai metodi tradizionali. Anche dal punto di vista tecnico consente di avere una superficie del fondale che sarà escavata con un profilo molto regolare. I sedimenti verranno poi trasportati con il sistema di pompaggio, attraverso le tubazioni, negli specchi acquei da ripascere individuati dalla Regione nel tratto di costa più a sud di Marina Palmense. Sulla base di rilievi strumentali e scientifici, il servizio regionale Difesa della costa ha dimostrato che il tratto in questione è quello più soggetto al fenomeno dell'erosione. Tale operazione potrà avvenire dalla draga aspirante o dalla stiva della stessa: con il carico a bordo, il mezzo si potrà avvicinare al sito da ripascere ed effettuare il deposito del materiale con il pompaggio.
Serena Murri
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