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16/06/2020

Enti locali e appalti, le priorità per rilanciare il sistema

Il Messaggero - Angelo Rughetti*

L'intervento
Come spesso accade nel nostro Paese le discussioni su temi strategici, come quello delle infrastrutture, si avvitano intorno a simboli o scorciatoie e si perde di vista la realtà delle cose. Nella tabella qui a lato (fonte Cresme), viene riassunto il trend generale dei bandi di opere pubbliche in Italia. E' evidente la ripresa a partire dal 2017. Per quanto riguarda i Comuni la spesa per investimenti ha avuto una forte contrazione: 39,4% per gli impegni e il 28,3% nei pagamenti (2010-2017). Nel 2017 anche per i Comuni c'è stata una ripresa dei bandi. Nel 2018 sono saliti anche gli impegni (+10% annuo). Nel 2019 sono saliti i pagamenti: nel II semestre 2019 sono cresciuti dell'11% rispetto al II semestre dell'anno precedente (fonte Ifel). E' evidente l'andamento dell'onda che segue i procedimenti di spesa: a) bando; b) impegno-contratto; c) avanzamento lavori/pagamenti. Cosa è accaduto di rilevante in questi anni più recenti dal punto di vista regolatorio? Nel 2016 sono stati eliminati i vincoli del patto di stabilità ed è entrato in vigore il nuovo codice degli appalti. I dati ci dicono che dopo un effettivo spiazzamento iniziale dovuto all'avvento di nuove regole e nuove procedure da seguire, le amministrazioni hanno preso dimestichezza con le nuove norme usando bene gli spazi di spesa liberati dall'archiviazione del vecchio patto di stabilità. Forse lo hanno fatto più lentamente di quanto si attendeva, non si vede un effetto "rimbalzo". Cosa è mancato perché questo accadesse? La risposta più diffusa dice che la colpa è del codice degli appalti, ma guardando i numeri sopra esposti sembrerebbe proprio di no. Io penso invece che le motivazioni siano più semplici e più specifiche: 1. Tra il 2015 e il 2018 le unità di personale comunale sono diminuite del 5,1,% ma nel settore territorio, urbanistica, lavori pubblici, contratti, il calo è stato quasi del doppio (-9,25%) (fonte Ifel). 2. La stragrande maggioranza delle inchieste per reati contro la pubblica amministrazione ha riguardato interventi urbanistici, lavori pubblici, progetti di partenariato pubblico privato. 3. Una quantità elevata di opere pubbliche è ferma davanti ai tribunali amministrativi. 4. L'andamento ciclico delle risorse non consente di spendere risorse dove servono (fenomeno tutto italiano dei bandi). Questi punti indicano secondo me la strada da seguire. A. Non cambiare di nuovo le regole del codice. I comuni hanno imparato ad usarlo; non fermiamo l'abbrivio o rischiamo una frenata e non una accelerazione della spesa. È invece utile fare delle correzioni mirate di norme che sono diventate colli di bottiglia (Anci ed Ance hanno un elenco utile). B. Eliminare gli incentivi a ricorrere davanti ai giudici introducendo un indennizzo in favore del ricorrente vincitore in luogo della sospensiva o dell'annullamento della gara. C. Rafforzare le Centrali uniche di committenza con l'assunzione straordinaria di 10.000 addetti e la costituzione di centri di competenza territoriale (team di esperti) che diano supporto tecnico alle amministrazioni locali. D. Ridurre la burocrazia passiva attraverso la standardizzazione delle procedure e la tipizzazione delle condotte che fanno scattare la colpa grave. E. Autonomia ed integrazione: mettere risorse finanziarie senza vincoli di destinazione perché i sindaci conoscono quali sono i bisogni dei territori e cercare di integrare e condividere la programmazione degli investimenti del centro con quelle territoriali per evitare sovrapposizioni e dispersioni di risorse. Un ultimo elemento riguarda le imprese. Innanzitutto, va sistematizzata la programmazione fatta dalle imprese pubbliche che agiscono sui territori. Tutte le nostre grandi aziende pubbliche realizzano opere, ovviamente in autonomia, che hanno effetti sui territori e che andrebbero inserite dentro un progetto complessivo di miglioramento della dotazione infrastrutturale di quadranti di territorio. Infine, anche le imprese devono essere all'altezza; il settore ha bisogno di riqualificare la capacità produttiva con politiche industriali che sostengano processi di aggregazione al fine di creare più campioni nazionali solidi ed affidabili. *Responsabile Osservatorio sugli Investimenti Comunali Ifel- Fondazione Anci Numero gare 40.000 35.000 30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 3 3 3 3 2 3 3 3 3 Importo (mln di €) 2 2 2 7 2 2 3 2 2 2 2 2 2 2 1 1 1 1 2 2 1 1 2 1 1 2 1 1 1 1 1 2 1 1 2 1 1 1 1 1 2 2 2 3 2 4 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 50.000 45.000 40.000 35.000 30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 L'Ego-Hub