scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
12/01/2021

Enoteca all’asta, via al nuovo bando

QN - La Nazione

Il liquidatore Susini: «Basse le stime del brand, non c'è interesse commerciale Ha un grande valore storico e culturale, ma non genera volume d'affari e utili»
SIENA Da una parte la Fortezza, destinata nelle intenzioni dell'amministrazione comunale a essere interessata da un progetto di rilancio. Dall'altra una prestigiosa e storica istituzione finita nel peggiore dei modi, l'Enoteca Italiana. La procedura di liquidazione generale condotta da Raffaele Susini è adesso uno snodo importante. Sono infatti stati riconsegnati al Comune i locali di entrambi i bastioni occupati a suo tempo dall'istituzione, anche se è stata consentito di conservare al loro posto fino alla data di vendita il magazzino vini e le attrezzature del ristorante e bar. A novembre la prima procedura di gara, andata poi deserta, fu attivata in tempi rapidi proprio per garantire il ritorno più rapido possibile nelle mani dell'amministrazione degli spazi occupati dall'Enoteca. Ora si prospetta il secondo bando, che Susini sta definendo insieme all'Istituto di vendite giudiziarie e che è previsto per fine mese. Sul piatto il magazzino vini (stimato in 37.250 euro), gli arredamenti e altri beni mobili (16.540 euro): rispetto alla prima gara, è prevista una suddivisione su più lotti contando di rendere maggiormente appetibili gli acquisti. E poi ci saranno i marchi, compreso quello dal grande valore storico e sociale per il legame con la città Enoteca Italiana di Siena, stimato dalla perizia in 14mila euro. Ottanta anni di attività prestigiosa spezzati dalla chiusura decretata formalmente dal consiglio comunale a ottobre 2017, quella che è sempre sembrata un paradosso inaccettabile in una terra conosciuta in tutto il mondo per la qualità dei suoi vini. Potranno andare a gara anche i due appartamenti in via Camollia, finora bloccati da una procedura di espropriazione da parte di Banca Mps legata al mancato pagamento del mutuo. Una sentenza del tribunale ne ha però restituito la disponibilità alla procedura di liquidazione, che quindi li inserirà nel prossimo bando. «Stiamo preparando il bando - spiega Susini - che riguarderà tutti i beni nella disponibilità della liquidazione. Per quanto riguarda il marchio, cercheremo una soluzione che ci consenta di premiare la proposta migliore non solo legandola alla migliore offerta, ma anche al progetto che dia più garanzie di valorizzazione». Perché una stima così bassa? «Perché sebbene il valore storico e culturale sia grande - spiega Susini - in questo momento non ha un riscontro commerciale, non è collegabile a un volume di affari e utili. Proprio per questo la prospettiva di rilancio acquista ancora maggiore rilievo». In parallelo va avanti anche la procedura per richiedere al ministero per le Politiche agricole quei crediti di lunga data: la perizia stima un valore di 600mila euro, per progetti comunitari realizzati e in parte rendicontati al ministero stesso. Anche questo, insieme al ricavato dal bando, è destinato a remunerare i creditori, in testa gli ex dipendenti. Sullo sfondo, ma nemmeno tanto, i progetti di riutilizzo della Fortezza da parte dell'amministrazione comunale. Da decenni quell'area è al centro del dibattito cittadino (basti pensare al celebre progetto di Alvar Aalto per l'auditorium negli anni Sessanta), ma la questione è sempre rimasta irrisolta. Ora, con il recupero di spazi importanti, il futuro potrebbe avvicinarsi. R.S. SCHEDA

La stima di 37.250 euro
IL MAGAZZINO VINI

Il magazzino vini è stimato in 37.250 euro, gli arredamenti e altri beni mobili 16.540 euro Rispetto alla prima gara, prevista la divisione su più lotti


Si parte da 16mila euro
IL VALORE DEL MARCHIO

Andrà all'asta anche il marchio Enoteca Italia Siena insieme alla documentazione di archivio dell'istituzione: si partirà da 16mila euro.


L'ex sindaco Raffaele Susini
IL LIQUIDATORE

«Stiamo preparando il bando inserendo tutti i beni della liquidazione. Cercheremo una soluzione per il marchio che premi la proposta migliore»