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05/09/2020

Ennesimo bando per il Teatro Politeama

QN - La Nazione

VIAREGGIO Ennesimo bando pubblico per la concessione del Teatro Politeama e del sovrastante ristorante con terrazza, che ai tempi d'oro ospitò l'Hop Frog e il pub Flannery's, e giace inutilizzato da ben prima che la ditta Scarpellini abbandonasse e svuotasse il cinema teatro, per il quale pagava (e negli ultimi tempi era finita in morosità) un canone stratosferico per un'attività di spettacolo che era in crisi ben prima che arrivasse il Covid. Il nuovo bando comunale, che su richiesta del Demanio dovrà essere pubblicizzato a livello nazionale, riguarda l'immobile tra piazza Campioni e il Lungomolo senza le concessioni della gelateria e del bar-ristorante, che erano state scorporate quando Scarpellini abbandonò la concessione generale. Si tratta dunque di un blocco di 2.417 metri quadri di cui 1.600 coperti. Il canone non è citato nel bando, che fa riferimento alle «misure unitarie di cui all'articolo 3 della legge 494/93», con adeguamento Istat a partire dal 2021. Il bando specifica anche che l'immobile è stato edificato da oltre 70 anni ed è proprietà dello Stato (incamerato dall'erario il 4 marzo 2002); inoltre «in via provvisoria il bene risulta comunque soggetto alla disciplina di tutela prevista dal Codice dei beni culturali». Gli interessati hanno 30 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta ufficiale e sull'albo online del Comune per inviare le domande di concessione al Comune stesso. Perché finora i bandi sono andati deserti? Semplice, sul Politeama gravano i canoni Umi dei beni demaniali incamerati dallo Stato, e sono esosi. A maggior ragione ciò vale con il tracollo delle attività commerciali possibili al vincolato Politeama: ma lo Stato applica le sue norme, a differenza dei privati proprietari di immobili che da anni stanno rivedendo al ribasso i canoni di locazione nella maggior parte delle località (sempre che quegli immobili trovino una collocazione sul mercato ormai devastato da fisco, Internet e pandemia). Infatti sul finire del 2019 il sindaco Giorgio Del Ghingaro aveva tentato di convincere il Demanio a cedere l'uso della concessione al Comune, per un canone simbolico del 10% di quanto preteso dai privati: ma il Demanio, cioè lo Stato, ha risposto picche. E quindi ora siamo al nuovo bando pubblico. Di che cifre si parla, cioè quale canone dovrebbe pagare chi fosse interessato a riallestire un cinema-teatro sul fronte mare? Nel 2018 il vecchio canone che comprendeva anche i due pubblici esercizi ora distaccati era arrivato a 160.691,72 centesimi l'anno: la gelateria gravava per 10.569 euro, e il bar-ristorante 26.827 euro. Ne discende che l'attuale canone preteso dallo Stato per teatro e terrazza si aggira sui 120 mila euro l'anno, cioè 10 mila euro al mese: poco, se fossero vani ad uso commerciale; un'enormità per un cinema (infatti in Passeggiata sono quasi tutti spariti), e una chimera per un teatro che può vivere solo con contributi pubblici. Ma chissà, magari col bando nazionale arriverà un benefattore disposto a versare soldi a profusione. Oppure il bando andrà nuovamente deserto. Il mastodontico e cadente edificio è lì, tra il porto e la Passeggiata, a ricordare a tutti come funziona il Belpaese. E, col passare del tempo, potrebbe anche diventare realtà la scelta del centro commerciale. b.n. © RIPRODUZIONE RISERVATA