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09/07/2021

Eni, metalmeccanici a Roma L’indotto è sceso in piazza

QN - La Nazione

LIVORNO C'erano anche i metalmeccanici degli appalti Eni di Livorno alla e manifestazione nazionale indetti ieri da Fim- Fiom-Uilm, con un presidio, dalle 10, a Roma, in piazza Santi Apostoli, per le tutele e i diritti dei lavoratori degli appalti petrolchimici e del settore energetico e per una transizione energetica sostenibile. «Gli appalti metalmeccanici del settore petrolchimico e delle energie rappresentano la massima frammentazione del mondo del lavoro in un settore strategico per il Paese - dicono i sindacati - Non si è mai affermata una logica ampia di settore e di sistema, di filiera, nella quale la competizione venisse in realtà affrontata sul terreno della qualità dei processi produttivi, del riconoscimento dei diritti dei lavoratori, piuttosto che limitarsi sulle pratiche di dumping contrattuale e la progressiva riduzione dei diritti dei lavoratori e della contrattazione collettiva». La Uilm è sul piede di guerra, anche a Livorno ci sono forti preoccupazioni per il futuro degli appalti soprattutto alla raffineria Eni. Ilaria Landi, segreteria provinciale Uil (in foto), è più volte intervenuta sui timori che, la transizione ecologia della raffineria lasci a casa lavoratori. Quelli più a rischio sono i dipendenti dell'indotto che ieri mattina, appunto, hanno alzato la voce e le bandiere. «Chiediamo la tutela dei diritti di chi lavora negli appalti - dice la Landi - le risorse del Recovery Fund per la transizione ecologica degli stabilimenti, come la raffineria Eni, devono essere destinati alla riconversione ma anche alla tutela dell'occupazione». Le parole della sindacalista della Uilm si traducono in un appello: «Spero che qualsiasi piano di transizione ecologica e energetica sia attenzionato dal Governo. I soldi del Recovery servono alla ripartenza del nostro paese dopo la drammatica pandemia. Ma la priorità è e deve continuare ad essere l'occupazione». E la stoccata: «Non vogliamo giochi fatti su Livorno - dice senza mezzi termini la Landi - non vogliamo trovarci di fronte a un meno due o meno tre, sia chiaro. Il Governo deve pensare ai lavoratori, alle famiglie, all'occupazione. Perchè se gli appalti saranno messi in subordine si rischia di innescare un vero e proprio dramma sociale che questo territorio non può permettersi». Michela Berti