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16/05/2020

Energia e mobilità sostenibili, c’è il masterplan per l’idrogeno

Alto Adige

La Provincia. Il piano approvato dalla giunta punta allo stoccaggio dell'energia elettrica ricavata in modo sostenibile Alfreider: «In Alto Adige oltre il 40 per cento delle emissioni di biossido di carbonio proviene dal traffico stradale»
BOLZANO. La giunta provinciale ha approvato un Masterplan su politiche energetiche e mobilità. Il piano punta allo stoccaggio dell'energia elettrica ricavata in modo sostenibile con l'idrogeno, utilizzandola per la mobilità sostenibile e l'efficienza energetica. Dimostrare le opportunità e il potenziale dell'Alto Adige nella tecnologia dell'idrogeno attraverso un concreto piano di attuazione. Da questi presupposti, il Team H2 ha collaborato, insieme ai Dipartimento mobilità e ambiente, il centro idrogeno IIT, la società Autostrada del Brennero A22, Alperia, l'Eurac ed in stretta collaborazione con l'Euregio, ad un lavoro, durato sei mesi, per la stesura di un nuovo piano generale sull'idrogeno. Esso dovrebbe aiutare a raggiungere gli obiettivi climatici, ma anche a rendere sostenibile l'industria energetica e la mobilità dell'Alto Adige investendo in innovazione. Il Masterplan su politiche energetiche e mobilità è stato presentato ieri in una video conferenza stampa dal presidente Arno Kompatscher, dagli assessori alla mobilità e all'ambiente Daniel Alfreider e Giuliano Vettorato e daPeter Mölgg, coordinatore del gruppo di lavoro. «Le sfide che stiamo affrontando in tempo di nuovo coronavirus - spiega il presidente Kompatscher - dimostrano quanto siano importanti la salute e l'impegno economico sul nostro territorio: il riavvio sarà dunque più facilmente raggiungibile attraverso fattori chiave quali l'innovazione, la sostenibilità e l'uso intelligente delle risorse locali». Attraverso la ricerca e progetti avviati come l'autobus ad idrogeno l'Alto Adige è diventato pioniere in questa tecnologia. «Ora stiamo per compiere il prossimo grande passo: l'idrogeno sarà in grado di combinare mobilità, energia e innovazione in modo significativo, con l'obiettivo di renderci meno dipendenti dai combustibili fossili e mantenere risorse economiche che altrimenti andrebbero a fluire nei Paesi esportatori di petrolio», precisa il presidente. L'elettromobilità. L'assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider ha sottolineato come «in Alto Adige oltre il 40% delle emissioni di biossido di carbonio provenga dal traffico stradale. In futuro - dice - non vogliamo solo evitare il più possibile il trasporto privato motorizzato, ma anche sostenere l'elettromobilità senza emissioni con l'idrogeno come fonte di energia». Alfreider ha anche rimarcato la volontà di convertire l'asse del Brennero in un "corridoio verde". «Vogliamo anche convertire gradualmente gli autobus del trasporto passeggeri locale in unità ecocompatibili - rimarca - l'idrogeno è l'ideale se viene generato da elettricità prodotta in modo sostenibile». L'Alto Adige ha inoltre contribuito all'attuazione della direttiva Ue sui veicoli puliti, che prevede norme minime per gli appalti pubblici di veicoli stradali ecologici ed efficienti dal punto di vista energetico. Per l'assessore provinciale all'ambiente Giuliano Vettorato, il piano generale per l'idrogeno migliora significativamente l'impronta di CO2 in Alto Adige. «Entro il 2030 saremo in grado di ridurre le importazioni di combustibili fossili per un valore di circa 550 milioni di euro all'anno, riducendo così le emissioni di CO2 di circa il 45%», evidenzia Vettorato. «L'attuazione del piano generale sull'idrogeno per l'Alto Adige è un contributo significativo alla protezione del clima, delle persone e della natura sul nostro territorio - prosegue - l'idrogeno rappresenta una valida opzione di stoccaggio di energia elettrica nei casi di sovrapproduzione da fonti rinnovabili non programmabili, come ad esempio il fotovoltaico, che opportunamente immagazzinata può essere utilizzata nei successivi momenti di necessità, contribuendo ad aumentare la flessibilità e l'ottimizzazione del sistema energetico nel suo complesso». Utilizzare sinergie. Il coordinatore del gruppo di lavoro Peter Mölgg intravede l'opportunità per l'Alto Adige di determinare l'industria energetica e la mobilità su larga scala, poiché l'energia che viene consumata sul territorio verrebbe prodotta anche dal nostro territorio. «Dobbiamo trovare un modo per farlo economicamente e in modo sostenibile. - sottolinea Mölgg. Il team di H2 ha identificato sinergie chiaramente emergenti tra l'industria dell'energia e la mobilità e il miglioramento del valore aggiunto in questo contesto. Il piano generale rappresenta ciò che è realisticamente fattibile e l'implementazione richiede il coinvolgimento di numerosi partner del settore privato».

HANNO DETTO

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L'obiettivo è quello di renderci meno dipendenti dai combustibili fossili

Arno Kompatscher

Foto: Da sinistra Vettorato, Alfreider, Kompatscher, Mölgg e il presidente dell'IIT Dieter Theiner, ieri alla conferenza