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04/02/2021

Emanuele Rossi Le sentenze si sommano. Il Parlament…

Il Secolo XIX - Emanuele Rossi   Emanuele RossiLe sentenze si sommano. Il Parlamento latita. L'Unione europea incombe. E allora tocca ai Comuni cercare una strada per uscire dal ginepraio della vicenda delle concessioni demaniali marittime per uso turistico, insomma gli stabilimenti balneari e simili. Palazzo Tursi non fa eccezione ma proprio da Genova potrebbe arrivare una soluzione in grado di evitare il conflitto legale e tutelare, almeno provvisoriamente, i concessionari: una proroga temporanea per due stagioni, ma nelle more dell'avvio di «procedure ad evidenza pubblica» che non assumerebbero la forma di vere gare sulle spiagge genovesi, quanto quella del "concorso di più domande di concessione" come previsto dall'articolo 37 del Codice della navigazione. Differenza sottile ma sostanziale: non ci sarà alcun bando e la procedura sarà simile a quelle del project financing. In pratica gli attuali concessionari dovrebbero presentare l'istanza di rinnovo e poi ci sarebbe un periodo di tempo per i potenziali concorrenti per presentare una domanda per la stessa concessione. A quel punto la scelta sarebbe fatta dal Comune e sarebbe orientata, recita l'articolo, al richiedente «che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell'amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico». Di fatto, si tratta di una prima apertura alla concorrenza in un settore sinora abbastanza blindato dalle proroghe pluriennali agli stessi gestori. Ma è un'apertura che sarebbe bilanciata da criteri di valorizzazione degli investimenti fatti nel recente passato, con la garanzia del riconoscimento degli stessi. Attenzione, la cosa riguarderebbe sia chi non ha ancora avuto il rinnovo della concessione sia chi si ritiene a posto sino al 2033, almeno nel Comune di Genova, che non si era opposto sino all'anno scorso all'estensione automatica delle concessioni.Una strada stretta, quella a cui sta lavorando l'assessore comunale Pietro Piciocchi (che è anche esperto avvocato amministrativista) e che va mediata con le associazioni di categoria. Una strada resa più complicata anche dalle posizioni politiche del centrodestra, che a livello regionale e nazionale difende a spada tratta la validità dell'estensione delle concessioni al 2033, che fu decisa dallo Stato con la legge di bilancio del 2018 (governo gialloverde). Proprio ieri in consiglio regionale è stato votato (anche dall'opposizione) un ordine del giorno in tal senso.Insomma, se il sindaco Marco Bucci si schiererà per questa soluzione di compromesso la sua maggioranza potrebbe facilmente andare in ebollizione. Quando si arriva al livello comunale, però, le cose cambiano. E anche sindaci di centrodestra come quelli di Rapallo o Chiavari si stanno tutelando con proroghe temporanee contro il rischio di esporre i propri uffici ad azioni della Procura o della Corte dei conti. Sindaci consigliati, in questo, dagli avvocati: a Rapallo ad esempio il parere ascoltato è quello di Luigi Cocchi, il presidente dell'ordine. Al contempo, però, i Comuni si espongono alle proteste e alle azioni legali (ricorsi al Tar) dei concessionari che si ritengono danneggiati in quanto nel resto della Liguria le concessioni sono state estese sino al 2033 senza incontrare opposizione.La proroga stabilita dalla legge nazionale infatti andrebbe disapplicata, secondo alcune sentenze dei Tar e della Corte di cassazione, perché in contrasto con la direttiva Ue. La stessa cosa è stata "consigliata" dalla Procura genovese a tutti i comuni liguri. Il caso dei bagni Liggia, con l'arenile messo sotto sequestro proprio per la concessione scaduta, rappresenta un sinistro precedente con cui fare i conti. La conseguenza di questo conflitto di interpretazioni è un caos tutto italiano in cui la Liguria non fa eccezione, anzi: Comune che vai, orientamento che trovi. Risolvere questo conflitto spetterebbe non certo ai Comuni quanto al governo e al Parlamento. Ma al momento sono in altre faccende affaccendati. --© RIPRODUZIONE RISERVATA