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04/07/2020

Edisu, linea dura degli atenei Revoca delle borse di studio agli universitari «violenti»

Corriere della Sera - Paolo Coccorese

Il caso
Approvata la norma, ma nella versione soft dettata dai Rettori
Con un colpo di scena passa il nuovo bando per le borse di studio Edisu, l'ente regionale per il diritto allo studio. Approvazione tra le polemiche per l'inserimento della discussa clausula anti-violenti. Dopo le critiche e gli scambi di accuse tra le parti, è stata votata una versione soft della norma che affida agli atenei (e non ad altri enti o autorità, per esempio, di pubblica sicurezza) la possibilità di determinare la revoca dei benefici per quegli iscritti sanzionati per dei comportamenti violenti. Il Politecnico, l'Università di Torino e quella del Piemonte Orientale hanno deciso di non voltare le spalle all'assessore all'Istruzione, Elena Chiorino e al presidente dell'Edisu, Alessandro Sciretti. I due portano a casa una vittoria parziale, ma dal grande valore simbolico. Perché detta una regola che va nella direzione di imporre quel provvedimento annunciato nell'inverno scorso quando, in occasione di un convegno sulle foibe, scoppiarono dei tafferugli tra studenti dell'area antagonista e forze dell'ordine all'ingresso del Campus Einaudi.

Nelle scorse settimane, c'era stata la levata di scudi dei collettivi universitari. Avevano dichiarato guerra alla proposta della Regione di imporre una clausula per introdurre la cancellazione d'ufficio delle borse di studio per gli studenti accusati di comportamenti non idonei. La prima versione, proposta da Chiorino, era molto severa. E prevedeva la revoca dei benefici per chi trasgredisce le norme del proprio ateneo. O, ancora peggio, per chi è condannato per un reato. Una proposta bocciata dagli atenei con un mail. «La nostra posizione è contraria perché esistono specifici istituti giuridici preposti a sanzionare i crimini e riteniamo che nell'istruzione risieda proprio uno dei pilastri del recupero civico di persone a valle dei comportamenti delittuosi», aveva scritto Guido Saracco alla Regione. Lo stesso rettore del Politecnico che, però, ieri ha fatto una mossa a sorpresa. In accordo con i «colleghi» Stefano Geuna di Unito e Gian Carlo Avanzi del Piemonte Orienta, ha chiesto alla professoressa Silvia Bodoardo, vicepresidentessa Edisu che rappresenta gli atenei, di non opporsi, ma di astenersi, al momento dell'approvazione del nuovo regolamento Edisu.


Così è stato. E senza il voto negativo delle università, la Regione ha potuto far passare la norma. «Siamo indignati per come è andata. Ancora di più perché l'annuncio della nuova norma è stata dato prima della fine della riunione del cda», spiega Antonio Amico, il rappresentante Edisu degli studenti.

Intanto, la Regione festeggia. Per la maggioranza di centrodestra di Alberto Cirio si tratta di «un provvedimento di portata quasi storica, che pone un importante principio di meritocrazia e legalità, poiché i violenti e i facinorosi che invece di studiare devastano le aule avranno vita più dura», dichiara l'assessora Chiorino di Fratelli d'Italia.


Il nuovo regolamento prevede la cancellazione dei benefici Edisu a un assegnatario colpito da un provvedimento sanzionatorio dell'ateneo superiore ad un'ammonizione. Come ai tempi della giunta regionale del leghista Roberto Cota. «Sono molto soddisfatto - chiosa Sciretti - perché il bando mette insieme il supporto degli studenti meritevoli e il rispetto delle regole, parte integrante dei requisiti di merito».


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La nuova norma voluta dall'Edisu contro i «violenti»:
nessuna borsa di studio in Piemonte agli universitari che si rendano protagonisti di gravi comportamenti, tali da essere sanzionati con provvedimenti disciplinari degli atenei, superiori all'ammonizione


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