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14/05/2021

Edilizia nel caos con i rincari «Serve elasticità negli appalti»

Corriere del Trentino

L'appello delle categorie alle Province: «Adeguare i contratti ai nuovi prezzi»
L'impennata dei prezzi sta provocando un vero sconquasso nel mondo dell'edilizia. «Nel giro di pochi mesi ci sono stati aumenti a doppia cifra», spiega Marco Segatta, presidente dell'associazione degli artigiani trentini. «Fino ad oggi non era mai successa una cosa del genere», aggiunge Michael Auer, alla guida del Collegio dei costruttori altoatesini. E ciononostante le regole per gli appalti di lavori pubblici non sono cambiate. «Deve essere garantita maggiore elasticità da parte della Provincia», dicono in coro i due rappresentanti del mondo edile. Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi per i settori dell'automotive e delle scaffalature metalliche le cause della carenza di materie prime e del relativo rialzo dei prezzi sono molteplici. A volte sono fattori accidentali, come l'ondata di gelo in Texas che ha fatto innalzare i prezzi dei materiali plastici. E spesso sono legati alla pandemia, che ha spezzato i tradizionali equilibri di mercato. In più, nel mondo dell'edilizia, il Superbonus 110% - misura di incentivazione - sta contribuendo a innescare speculazioni. Risultato del mix: «Rispetto ai prezzi di inizio anno c'è stato un aumento del 40% sia sul ferro che sul legno da costruzione, del 20% sui materiali plastici, del 30% sul materiale zincato, del 12% sul bitume e del 22% sul calcestruzzo», riferisce Segatta. Rincari che hanno ripercussioni dirette su tutte le imprese coinvolte nella filiera dell'edilizia. «Il principale problema è sui lavori già acquisiti, specialmente nel comparto pubblico. Perché nel caso di appalti importanti l'offerta è stata fatta un anno fa sulla base di prezzari totalmente diversi», osserva ancora il presidente dell'associazione degli artigiani trentini. Nell'attuale clima di incertezza «i listini dei prezzi - prosegue - vengono cambiati ogni quindici giorni, mentre solitamente viene aggiornato una o due volte all'anno. Oggi quindi ci troviamo a fare delle offerte con dei prezzi in costante aumento». Cosa prevede la legge nell'ambito degli appalti pubblici? «Se è un appalto nazionale - spiega Segatta - non sempre c'è la possibilità di fare la revisione dei prezzi. Mentre a livello provinciale c'è sempre la possibilità di fare una richiesta di revisione dei prezzi, ma ad una sola condizione: che ci sia stato un aumento del 10% di un singolo materiale e che questo aumento abbia un'incidenza del 5% sull'intero appalto. In questo caso c'è la possibilità di rivedere il prezzo, ma tutto deve passare per delibera della giunta provinciale». Questo fa sì che il percorso si traduca in «una lunga procedura burocratica». Come contromisura «sarebbe opportuno che la Provincia fosse più elastica con i regolamenti degli appalti», conclude Segatta. Sopra Salorno la situazione è ancora più problematica. «In provincia di Bolzano non è neanche prevista la clausola di revisione dei prezzi negli appalti pubblici - considera Michael Auer del Collegio dei costruttori (Assoimprenditori Alto Adige) -. Finora non era mai servita». E per il momento «quasi tutte le stazioni appaltanti sono legate ai contratti firmati nei mesi passati. In caso di aumenti imprevedibili dovrebbe esserci la possibilità di ritrattare i prezzi, ma è difficile trovare la volontà», aggiunge Auer. Da qui la richiesta alla Provincia di introdurre «un meccanismo di adeguamento dei prezzi in fase di esecuzione dei lavori. Un modello utilizzato per la realizzazione della Galleria di base del Brennero in Austria che potrebbe essere riproposto nel nostro territorio», conclude. Tommaso Di Giannantonio

Foto: Impresa edile Operaio al lavoro in un cantiere. Le associazioni denunciano i rincari dei prezzi delle materie prime