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13/06/2020

Edilizia, mai cos ì male da 25 anni paga il crollo degli appalti pubblici

Corriere di Bologna

Economia
Confartigianato: ora basta burocrazia. Giù anche il fatturato dell'85% delle coop
Che l'edilizia sia uno dei s e t t o r i p i ù c o l p i t i d a l lockdown non è una novità, come non lo è il fatto che potrebbe essere proprio la sua ripartenza a dare la scossa all'intero sistema economico. A scattare la fotografia del disastro, un crollo peggiore delle crisi 2008 e 2012, è il Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna che, stando al primo trimestre 2020, rileva 50.155 imprese di cui 9.537 solo a Bologna con 13.221 addetti totali. In marzo si è registrato un calo di produzione del 28,2% su febbraio e del 35,4% rispetto a inizio anno. Questo il contesto: il 99,8% delle impres e h a m e n o d i 5 0 a d d e t t i mentre 4 aziende su 5 intrattengono almeno una relazione con altre realtà del comparto. «Per le costruzioni, che vivono una crisi lunga 11 anni e che a causa del Covid rischia di prolungarsi - denuncia Marco Granelli, presidente regionale di Confartigianato - è necessaria una maggior solidità per affrontare il mercato». Tradotto: fare rete, mettendo sotto lo stesso nome competenze diverse per accrescere le performance, e una nuova modalità di costruire, «con e d i f i c i te c n o l o g i c a m e n te avanzati nel rispetto di ambiente e persone e con un occ h i o p u n t a to s u l l ' i m p a t to ecologico delle città». «Accanto agli investimenti privati, che hanno sfruttato al meglio l'occasione data dai bonus e che sapranno ancor di più dare una spinta al comparto con l'opportunità del 110% del nuovo ecobonus - aggiunge Granelli -, il crollo del mercato pubblico frenato da un Codice degli appalti che non ha dato le risposte richieste, dà un segnale davvero preoccupante». «Le manutenzioni sono ferme da 25 anni - rincara -, e lo stato di salute di strade, ponti e altre infrastrutture è la dimostrazione dello stallo». In regione il comparto è oggi sostenuto da investimenti privati per eco e sisma bonus. Bastino i numeri 2018, quando gli interventi con ecobonus stati quasi 42 mila per 391 milioni di investimenti, mentre la stima 2019, per ristrutturazione ed ecobonus, ammonta a oltre 3 miliardi. Gli interventi hanno impegnato 23.100 occupati che rappresentano il 21,4% degli occupati del settore. Il 35% degli investimenti da ecobonus riguarda serramenti, il 16,8% pareti verticali e un altro 16,8% caldaie a condensazione. Seguono interventi per pareti orizzo n t a l i , p o m p e d i c a l o r e , schermature solari impianti a biomassa e building automation. Ben il 59% degli investimenti è su edifici costruiti ante 1970. Ecco perché adesso - chiude Granelli - «occorrono affidamenti veloci, nessun vincolo utile solo ai burocrati e tempi di pagamento brevi. La ripartenza del Paese altrimenti rimarrà solo uno slogan privo di valore». In forte sofferenza anche il mondo delle cooperative. Durante la direzione dell'associazione, a cui era presente il sindaco Virginio Merola, la presidente di Legacoop Bologna, Rita Ghedini, ha indicato le priorità da seguire per una ripartenza sostenibile: «Promozione della salute, riprogettazione dei servizi, trasformazione digitale, tutela dell'ambiente e nuovi modelli di conciliazione di vita-lavoro». A causa del Covid, infatti, l'85% delle coop ha subito un calo di fatturato che varia dal 20% all'80%. Alessandra Testa

Foto: Da sapere


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Foto: Percento Il calo di produzione dell'edilizia registrato a marzo rispetto a gennaio, un dato negativo che non si registrava dal 1995 e che ha fatto registrare una flessione peggiore delle crisi del 2008 e del 2012


Foto: ● Confartigianato lancia l'allarme sulla crisi del settore dell'edilizia che ha registrato un calo del fatturato del 35,4%, superiore alle crisi del 2008 e del 2012, soffre soprattutto il settore degli interventi pubblici