scarica l'app
MENU
Chiudi
18/06/2019

Edilizia, gli incentivi trainano la ripresa

Il Gazzettino

ECONOMIA
PADOVA Fuori dal tunnel, o quasi. Fuori dal tunnel presto. Soprattutto se si riuscirà a far saltare i tappi burocratici che rallentano all'infinito l'apertura dei cantieri. Il settore dell'edilizia del Veneto consolida nel 2018 i segnali di ripresa visti l'anno precedente e inizia a collezionare numeri positivi dopo il massacro degli ultimi anni in cui sono state chiuse ben 13.000 imprese e sono andati persi 81.000 posti di lavoro su scala regionale. Lo dice l'ultimo rapporto congiunturale di industria e costruzioni, presentato dall'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) del Veneto a Padova.
In sintesi, il quadro è questo: continua la crescita degli investimenti in costruzioni (+2,1%) e le previsioni per il 2019 (+2,8%) ribadiscono il trend positivo. Un ruolo importante lo sta giocando senza dubbio la manutenzione del patrimonio abitativo grazie agli incentivi e al Piano Casa regionale, ma anche gli investimenti in costruzioni non residenziali dei privati mostrano segnali incoraggianti (+4,5%, sostenuti da un ottimo andamento delle erogazioni dei finanziamenti alle imprese, cresciute del 23,7% per 1,2 miliardi di euro), in grado di dare una spinta importante al mercato. Battono invece ancora la fiacca gli investimenti in opere pubbliche: non decollano e presentano ancora un dato negativo (-3,6%). Andrà meglio, si prevede, quest'anno (+2,5%).
«Gli indicatori sugli investimenti privati spiega il presidente di Ance Veneto, Giovanni Salmistrari sono il riflesso della situazione economica che nel 2018 ha mostrato importanti segnali di ripresa di cui ha beneficiato il settore. Questo trend, però, rischia di arrestarsi a causa delle prospettive negative che parlano di una concreta possibilità di recessione. Significherebbe mettere in difficoltà un settore che ha già pagato un conto salatissimo a causa della crisi».
L'ASSESSORE REGIONALE
Alla presentazione del rapporto congiunturale a Padova era presente Roberto Marcato, assessore regionale allo Sviluppo economico: «Il settore, tra mille difficoltà sta reagendo alla crisi - spiega - gli operatori mi hanno chiesto, in particolar modo, di farmi portavoce presso il governo affinché non venga aumentata l'Iva, come pure di prestare attenzione al tema delle detrazioni, e poi una riforma che tenga conto della responsabilità degli amministratori». L'assessore ha sottolineato che «i rappresentanti del mondo delle costruzioni hanno dimostrato apprezzamento per le iniziative avviate dalla Regione, vedi le reti innovative regionali che stanno rispondendo all'esigenza di molte piccole e piccolissime imprese delle costruzioni che hanno bisogno di fare ricerca e innovazione per essere competitive».
PIANO CASA OK
Tornando al rapporto Ance, a trainare il mercato immobiliare sono i numerosi interventi di riqualificazione delle singole unità abitative, grazie anche alle agevolazioni fiscali (55%/65%). Secondo dati della Regione, dal 2014 al 2017, i provvedimenti autorizzati per interventi relativi ad ampliamenti sono stati 16.359. Opere pubbliche: la flessione degli investimenti è stata l'anno scorso del 3,6%, ma per quest'anno si prevede un'inversione di tendenza (+2,5%). «I dati confermano un problema che Ance Veneto spiega Salmistrari - sottolinea da tempo ovvero le difficoltà delle stazioni appaltanti. I dati del rapporto non sono una critica, ma uno strumento di lavoro. Lo sblocco degli investimenti è indispensabile per la realizzazione delle infrastrutture. Ma il problema sono le difficoltà incontrate dagli amministratori locali per avviare i cantieri. I tempi della burocrazia delle stazioni appaltanti sono in alcuni casi più lunghi di quelli della realizzazione dell'opera. Bisogna intervenire presto». Il presidente di Ance Veneto sottolinea questa esigenza: «Lo sblocca cantieri e la sospensione del codice appalti rischiano di essere sterili se non si consente alle amministrazioni locali di spendere. La paura del danno erariale frena ogni scelta».
E.F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA