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12/06/2020

Edilizia, crollano le ore lavorate a Napoli

Corriere del Mezzogiorno

I dati
Durante la pandemia il settore ha registrato meno 60 per cento, ad aprile meno 91
Durante la pandemia c'è stato un crollo drammatico di ore lavorate in edilizia. Secondo i dati della Cassa Edile, nei mesi più intensi del contagio Covid-19, in Campania a marzo 2020 si è registrata una caduta pari al 60,7% di ore lavorate rispetto a marzo 2019. Ad aprile è andata anche peggio, con un vero e proprio crollo del 91,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Nella sola provincia di Napoli a marzo 2020 la caduta è stata del 56,7, che ad aprile ha toccato il 90,9%. Di fatto il totale fermo di ogni attività. Ma c'era da aspettarselo. La questione vera, più drammatica, è però un'altra: la crisi del comparto delle costruzioni nasce da lontano, da ben prima del corona virus. «Siamo in una situazione di gravissima difficoltà almeno da 12 anni - confessa la Presidente Acen Federica Brancaccio - Anzi a febbraio c'era stato un leggerissimo segnale di ripresa subito spento. Oggi la definirei una condizione di vera e proNAPOLI pria stagnazione». L'edilizia è da sempre la leva dell'economia campana e meridionale, se si pensa che ogni euro investito nel settore genera una spesa pari a circa 3,40, il 95% della quale ha una ricaduta diretta sullo sviluppo del territorio. Il contributo all'occupazione regionale è altrettanto elevato: il numero di lavoratori operanti nelle costruzioni rappresenta il 31,8% degli addetti nell'industria e il 6,8% di quelli dell'intero sistema economico campano. In un settore come questo la crisi ha quindi cominciato a mordere già da molto tempo. Tra il 2008 e il 2017 infatti, mentre in Italia sono uscite dal mercato ben 130 mila realtà produttive, la Campania ha registrato una diminuzione di 5.344 imprese, calate del 14,4 % rispetto al precedente decennio: secondo l'ultimo dato Istat disponibile, sarebbero 31.665 le ditte di costruzioni che hanno sede nella Regione. Si calcola che i posti di lavoro perduti siano circa il 30%. «La verità - aggiunge la Brancaccio - è che ogni giorno chiudono aziende, con danni sempre maggiori sotto il profilo economico e sociale». Eppure in Campania c'è sempre più urgente bisogno di interventi, in quanto il 54% degli edifici residenziali è stato costruito almeno 50 anni fa, una percentuale che sale al 61% in Provincia di Napoli, dove di conseguenza è rilevante la quota degli immobili degradati. Cioè antecedenti all'entrata in vigore della normativa antisismica ma anche vetusti ed energivori, che debbono essere ristrutturati. Si tratta di un patrimonio quantificato in 1,1 milioni di abitazioni nella Regione, di cui circa 640 mila solo nell'area metropolitana del capoluogo. «Di fronte a un territorio vincolato per circa il 60% - commenta la presidente dei costruttori edili partenopei - abbiamo chiesto proprio in questi giorni alle Soprintendenze di predisporre una sorta di vademecum per buone pratiche, così da spiegare in anticipo quali interventi siano realizzabili, per esempio, l'uso di intonaci termici, e quali impossibili, come invece l'isolamento termico dei palazzi. Ma un fatto è certo, non si può perdere altro tempo prezioso per bloccare il degrado che investe gran parte di Napoli». Chi credeva che con la pandemia i cantieri al nero sarebbero stati spazzati via ha avuto torto: il grave incidente del rione Traiano di qualche giorno fa l'ha dimostrato. Perché, se non si riusciranno a mettere in rete per incrociarli i dati di Inps, Inail, Casse Edili, Comuni, così da poter scoprire almeno tutta quella vasta area grigia che opera in edilizia, sarà difficile sconfiggere questa piaga, che crea una vera e propria concorrenza sleale rispetto alle aziende sane e in regola. Infine le grandi opere pubbliche. In Campania sono una ventina quelle ancora bloccate, a causa di ricorsi, varianti, mancanza di fondi, inadeguata progettazione esecutiva. Ma all'Acen il modello Genova non piace, preferirebbe un Codice degli Appalti che semplifichi e sburocratizzi tutte le autorizzazioni a monte dell'apertura dei cantieri, facendo però gare che rispettino criteri di concorrenza e trasparenza. Emanuele Imperiali

In Campania

3,40

L'edilizia è da sempre la leva dell'economia: ogni euro investito nel settore genera una spesa pari a circa 3,40

Occupazione

31,8

il numero di lavoratori operanti nelle costruzioni rappresenta il 31,8% degli addetti nell'industria