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26/11/2019

Edilizia ancora in crisi, ma c’è anche lavoro

QN - La Nazione

PRATO La crisi persiste dal 2007, il nuovo Codice degli appalti non aiuta e certamente se il decreto legge fiscale annunciato diventerà normativa con il 2020, si annunciano giorni ancora più amari per il settore degli edili. Un tunnel a tinte fosche che non risparmia neppure Prato e le sue 321 aziende con 1.096 addetti (numeri a settembre 2019 secondo i conti della Cassa edile). «Il calo si è fermato sensibilmente come dimostrano i dati del 2018, quando le aziende erano 323 e gli addetti 1.026 - commenta Alessandro Cafissi, vicepresidente di Ance Toscana Nord - Certo se pensiamo che appena dieci anni fa le cifre si attestavano a più del doppio, abbiamo motivo di preoccuparsi. A maggior ragione se poi diventerà legge la previsione contenuta nel DL fiscale con cui il Governo intende introdurre la previsione che il versamento delle ritenute per i lavoratori dipendenti impiegati negli appalti e subappalti sia effettuato direttamente dal committente. Una mannaia che non possiamo permetterci, perché sarà l'atto definitivo che ci metterà in ginocchio e che si aggiunge alle pesanti conseguenze dello split payment per evitare frodi fiscali sull'Iva, che già drenano liquidità alle nostre imprese. Se parte davvero il nuovo dispositivo non avremo modo di compensare con quell'Iva che già viene a mancare alle nostre aziende per lo split payment». Un allarme messo in evidenza dal presidente di Ance Toscana Nord, Stefano Varia che per fermare questo ennesimo salasso del settore edile ha lanciato un appello ai parlamentari di Prato, Lucca e Pistoia. Se il decreto legge diventerà normativa per il mondo delle costruzioni sarà il tassello di un gioco perverso che «significa ammazzare le piccole medie imprese come sono quelle edili della nostra realtà, molte con pochi dipendenti e spesso a dimensione familiare», dice Cafissi. Eppure Prato esprime delle realtà sane e potrebbe avere da dire molto in un settore come quello dell'edilizia. «Nei giorni scorsi sono andato con una piccola delegazione a Milano al Fidec, il Forum italiano delle costruzioni, perché fra le tante eccellenze italiane, è stata selezionata una delle nostre imprese, la Piacenti spa. Ho voluto partecipare perché è da leggere come un segnale positivo da coltivare». E anche nel settore edile, come in quello tessile, le figure specializzate sono un miraggio. «Purtroppo non riusciamo più a fare corsi per muratori o comunque per giovani che vogliono intraprendere questo lavoro - aggiunge Cafissi - Per esempio adesso se cerchiamo un escavatorista non siamo in grado di trovarlo». Eppure la busta paga base non è troppo leggera: è nell'ordine di 1600-1700 euro. E gli edili non sono rimasti alla finestra in questi anni, cercando di dare una mossa al mercato delle ristrutturazioni. A maggio scorso è stato stipulato un accordo tra Estra, Ance Toscana Nord e Confartigianato Imprese Prato per incentivare interventi di efficientamento energetico di immobili condominiali sfruttando al massimo l'Ecobonus. «Purtroppo - chiude Cafissi - pochi hanno capito la fattibilità del progetto e sebbene molti condomini a Prato risalgano agli anni 70/80, pochi hanno aderito». Sara Bessi © RIPRODUZIONE RISERVATA