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20/12/2018

Edilizia ancora in affanno

MF - Carlo Lo Re

A CATANIA L'ANCE APPROVA IL BILANCIO 2017
La crisi economica frena acquisti di nuove costruzioni, ma anche ristrutturazioni e necessarie messe in sicurezza. L'allarme del mondo accademico, che punta su un radicale rinnovamento urbano. Per Piana: «Servono investimenti»
Nonostante gli sforzi degli addetti ai lavori, degli enti locali e delle associazioni di categoria, non si riesce proprio a invertire la rotta di un comparto in crisi profonda ormai da troppo tempo, a livello, nazionale, regionale siciliano e - va da sé - anche provinciale etneo. L'edilizia è in affanno, le costruzioni languono, le speranze sono tutte puntate non tanto sul nuovo - che, laddove si trovino imprenditori coraggiosi decisi a tentare investimenti in tal senso, giace invenduto per anni e anni - quanto sulle ristrutturazioni. Sulla cosiddetta «rigenerazione urbana», dunque, declinata soprattutto nel senso di una necessaria prevenzione antisismica, esigenza sacrosanta, ma che comunque si scontra con una crisi finanziaria che sempre più frena le famiglie dall'eseguire lavori, anche se spesso fondamentali per garantire la sicurezza, propria e dei vicini. Quanto all'aspetto occupazionale del problema, certo non secondario, abbiamo oltre 600 mila posti di lavori persi in Italia nel settore edile negli ultimi dieci anni, di cui ben 70 mila in Sicilia e 15 mila solo nella provincia di Catania, con un crollo preoccupante del 60% della massa salari della Cassa edile. Sono i dati emersi dalla relazione del presidente Giuseppe Piana di Ance Catania (Associazione nazionale costruttori edili, aderente a Confindustria), durante l'assemblea annuale degli associati per l'approvazione del bilancio 2017. Il documento contabile che prevede, per il prossimo anno, di mantenere e incrementare le politiche di monitoraggio delle spese già adottate, ha l'obiettivo conclamato di rafforzare il programma di azioni culturali, sociali e finanziarie promosse dall'associazione e di stimolare l'avvio di un ormai imprescindibile processo di rigenerazione nel territorio. «Il mio mandato è iniziato in un periodo difficile, al culmine di una crisi del settore che dura ormai da circa dieci anni», ha dichiarato Piana agli associati, «crisi che, purtroppo, ha decimato il numero delle imprese e degli occupati nel settore delle costruzioni. Un cambiamento che inevitabilmente ha modificato anche il modo di fare associazione, sia a livello nazionale che territoriale. In tal senso abbiamo cercato di adeguarci, con un piano di attività di politica associativa per rispondere alle esigenze della città di Catania e del suo circondario. Grazie alla collaborazione di tutti gli attori della filiera edile, ma non solo, siamo riusciti a intraprendere la strada giusta per rimarcare la centralità delle imprese edili nella vita economica della nostra città, nonostante le criticità tangibili del comparto». Dal tavolo tecnico #CataniaSicura, pensato per la prevenzione antisismica, agli incontri con gli esponenti delle forze politiche nazionali e regionali, dall'attivazione di un ciclo di seminari formativi sulle procedure edilizie nell'Isola alla collaborazione con la pubblica amministrazione per sostenere giovani neo laureati, fino alla continua attenzione dedicata all'attuale revisione del codice degli appalti. L'assemblea di Ance Catania ha rappresentato una concreta occasione per fare il punto dei lavori finora condotti e ripercorre tutte le iniziative intraprese in questo ultimo anno. «È di sinergie concrete e di spirito di cooperazione che abbiamo bisogno per poter risollevare la nostra città», ha dal canto suo dichiarato il neo sindaco, Salvo Pogliese, intervenuto all'assemblea Ance per ringraziare l'associazione per il lavoro svolto in questi ultimi mesi, «e continueremo a impegnarci intanto per redigere e per far approvare il piano regolatore, uno strumento urbanistico che potrà concretamente stimolarne lo sviluppo e la crescita economica». A portare i saluti istituzionali della «casa madre», anche il presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, per il quale «Catania deve essere al centro di un percorso di innovazione e rinnovamento. Un processo che può funzionare solo attraverso la valorizzazione e il consolidamento di sinergie». Ospite dell'incontro anche il direttore del Dipartimento di Ingegneria civile e Architettura (Dicar) dell'università, Enrico Foti. «Il nostro territorio ha bisogno di una crescita sostenibile e di momenti di confronto come questi», ha evidenziato Foti, «per sviluppare infrastrutture capaci di contrastare le fragilità dell'Isola». Del medesimo avviso è il docente di Architettura tecnica del Dicar Giuseppe Margani, il quale, illustrando «Renovate-Pro» (software decisionale per la riqualificazione degli edifici), ha evidenziato la preoccupante vulnerabilità sismica dell'edilizia residenziale a Catania: «La pericolosità del nostro territorio richiede quanto prima l'attivazione di interventi sostenibili e innovativi di rigenerazione urbana di alta qualità, che sappiano offrire un fortissimo impulso all'intera filiera edile». (riproduzione riservata)

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