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06/05/2020

Edili, punire le imprese che non rispettano i protocolli

La Gazzetta Del Mezzogiorno

Cinque «pilastri» per la ripartenza dell'edilizia con la fase 2, i segretari delle organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil chiedono alle imprese il rispetto di tutte le condizioni di sicurezza previste dai protocolli sanitari per una ripartenza in sicurezza. «Cinque condizioni per noi irrinunciabili partendo dal rispetto dei protocolli di prevenzione, alla fornitura dei dispositivi di protezione individuali, alle verifiche puntuali degli organi ispettivi, ai tavoli permanenti di confronto e, infine, alla certezza di controlli e sanzioni», richieste e auspici di Juri Galasso, Giovanni Tarantella e Urbano Falcone, segretari generali di Feneal Uil, Filca Cgil e Fillea Cisl. «È indispensabile - affermano i sindacalisti - che ciascuno faccia la propria parte se non vogliamo ripiombare in men che non si dica in un nuovo lockdown e rendere ancora più grave il quadro economico del Paese. Noi continueremo a vigilare e a monitorare la situazione pronti a intervenire in caso di irregolarità e, al tempo stesso, invitiamo tutti i lavoratori a segnalarci tempestivamente ogni possibile abuso. La salute prima di tutto». Vediamoli dunque i cinque punti segnalati. Sul rispetto dei protocolli di prevenzione (1), i sindacati chiedono il «rispetto delle intese già sottoscritte con Istituzioni, Associazioni imprenditoriali e Stazioni Appaltantistazioni appaltanti specifici tavoli»; 5) Certezza in controlli e sanzioni: «Prevedere reali sanzioni per tutti gli imprenditori che non rispettano i protocolli».