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25/05/2021

Economia turistica, segnali di fiducia «Per la città è motivo di sopravvivenza»

La Nuova Venezia - Nicola Brillo

Camera di commercio, nuovi dati incoraggianti. Agricoltura e industria in stallo. Crescono alloggi e ristorazione
Nicola BrilloVenezia con l'entroterra e le sue spiagge, prima provincia turistica d'Italia, si prepara alla partenza del settore con qualche mese di ritardo. L'arrivo auspicato della "zona bianca" in regione a giugno, contribuirà alla ripresa. Gli operatori preferiscono comunque restare cauti: «Siamo ottimisti, ma continuiamo ad usare la testa». A fine marzo 2021, numeri della Camera di Commercio Venezia Rovigo, nel Veneziano si contano 89. 556 imprese attive, in lieve aumento rispetto a marzo 2020 (+0, 1%). A livello settoriale i servizi di alloggio e ristorazione sono uno dei pochi positivi: +0, 6% (corrispondente a 73 localizzazioni in più). Si registrano ancora numeri negativi invece per industria (-0, 9%), agricoltura (-0, 8%) e commercio (-0, 7%), seguito da trasporti (-0, 1%). «Dalle spiagge alla città d'arte, cui sommiamo l'entroterra, è un mondo che da 13 mesi è congelato, il centro storico da ancora più tempo», commenta Massimo Zanon, presidente della Camera di Commercio Venezia-Rovigo e Confcommercio unione metropolitana di Venezia, «La ripartenza non sarà ovunque con la stessa forza, ci vorrà ancora del tempo per tornare alla normalità. L'offerta del mare sembra abbia maggiore possibilità di recuperare rispetto ad altre realtà. Questa ripartenza nel 2021 per Venezia è invece motivo di sopravvivenza». Sul fronte occupazionale erano stati proprio i lavoratori del turismo a pagare i costi più alti della crisi pandemica.«Non si raggiungeremo i numeri del 2019 per il mercato del lavoro e contemporaneamente credo avremmo anche difficoltà a trovare personale», prosegue il presidente Zanon, «sarà comunque un anno che toglierà un po' di precariato». Alla ripresa turistica veneziana contribuirà la recente introduzione dei nuovi protocolli per i voli "covid tested" al Marco Polo. Chi arriva da Usa, Canada ed Emirati Arabi segue una procedura facilitata per l'ingresso del nostro Paese. E allo stesso tempo chi arriva da Paesi Schengen, Gran Bretagna e Israele con tampone negativo, non ha l'obbligo della quarantena. «Dovremmo anche guardare a quello che fanno i Paesi confinanti, sperando i governi non blocchino i turisti che vogliono venire sul nostro territorio, come è successo lo scorso anno», aggiunge Zanon. Grande aspettativa anche dalle navi da crociera, bacino importantissimo per il turismo del centro storico. E se non arriveranno lo stesso numero di turisti, occorrerà puntare sulla qualità nell'offerta dei servizi. «Dobbiamo essere pronti ad accogliere nel migliore dei modi chi arriverà», continua, «usiamo esperienza, professionalità e cortesia che abbiamo, per far ripartire il turismo a Venezia e provincia. Se non recupereremo i numeri totalmente quest'anno, sarà per il prossimo». Intanto si è chiuso un 2020 molto pesante per l'economia regionale, anche se il Veneziano ha saputo resistere meglio, in particolare i piccoli. L'ultimo report dell'Ufficio Studi della Confartigianato fa emergere che la nati-mortalità delle aziende artigiane nella provincia di Venezia è al secondo posto (-0, 7%) al pari della provincia di Treviso. Solo Verona fa meglio. Andando nel dettaglio, il territorio nel 2020 contava 18. 508 micro, piccole e medie imprese artigiane e un saldo negativo di -132 rispetto l'anno precedente. «La conta dei danni causati dalla pandemia è pesante», osserva il presidente della Confartigianato Metropolitana Imprese di Venezia, Siro Martin, «In questi giorni la grande attesa è per quello che farà il governo, dal tema blocco licenziamenti, alle semplificazioni amministrative al codice degli appalti. Tutta l'economia è ferma, e molti settori faranno difficoltà enorme a risollevarsi senza i giusti incentivi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA